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Ecco il post...

Sono io diverso da loro, o sono loro diversi da me?

Questa è la domanda che mi pongo a seguito di vacanze fatte con un gruppo di gente mai visto prima (è un dettaglio previsto da questo pacchetto vacanza). Non credo di aver mai fatto parte di un gruppo più eterogeneo di questo. Si dice che l’eterogeneità sia un elemento che aiuti a stringere rapporti più costruttivi tra le persone. Non mi sembra proprio sia stato il nostro caso. Con la scusa che si era in vacanza ci si permetteva di non rispettare orari e/o persone. A me sembra di aver bene o male rispettato tutto e tutti accollandomi anche qualche responsabilità che non avevo minimamente voglia di prendermi. Ma si sa: i fessi in qualche modo vengono sempre individuati e “premiati”.

Ci sono stati momenti molto divertenti (ballare in spiaggia all’ora dell’aperitivo), ma anche momenti di disagio e di scazzo. Uno del gruppo, dopo aver pesantemente litigato con me, per un giorno non mi ha più rivolto la parola. Dopo questo intervallo, è venuto a cercarmi lui e tutto è proseguito come se il litigio non fosse mai avvenuto. Senza togliere il fatto che il soggetto in questione presentasse sintomi da alzheimer: alla lunga finiva, nella stessa giornata, per ripetermi sempre le stesse cose, oppure ad assumere atteggiamenti molto contraddittori di fronte a certe situazioni. Un’altra componente invece si è dimostrata incapace di adeguarsi alle situazioni e di mediare un po’, che alle volte può fare anche bene.

Invece di rilassarci, le situazioni (grazie alla mancanza di ascolto reciproco, alla mancanza di spirito di gruppo) creavano spesso ansia. E nessuno si accorgeva di questo.

Non saprò scegliere le persone per le vacanze (anche l’anno scorso, a parte il mio mitico cugino, il gruppetto mi aveva abbastanza deluso), ma so individuare i posti più belli: potrei dire ho visto cose che voi umani manco vi potete immaginare ma credo che questa espressione sia già stata usata da qualcuno più importante di me...

SONO LORO DIVERSI DA ME. Dicendo così, metto l’accento sul mio valore aggiunto, valore che loro non hanno saputo leggere perché non hanno gli strumenti per farlo.

 

-Ti sei divertito?

-Sì (oddio, mica sempre)

-Ci sarai a settembre, quando ci rivedremo?

-Sì (beh, vediamo)

E così metti su una maschera così grande che alla fine può coprire due facce. E così non sei per niente diverso da loro. Ma in questa vita bisogna difendersi, purtroppo.

Ma adesso, prima di rivedere l’amata (???) fabbrica ho ancora del tempo a disposizione dove ho intenzione di non farmi mancare nulla.

Ci sarà qualche poesia, qualche riflessione legata al recente viaggio, non so per le foto (la macchina, azzz, mi è caduta nella sabbia il secondo giorno).

Pubblicato il 20/8/2013 alle 8.18 nella rubrica diario.

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