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Zia, anzi no, prozia

Lei adesso ha 101 anni e mezzo.

Non si fa più vedere da nessuno. Solo i suoi figli e mia madre (sua nipote) e le varie badanti. Non ricordo più quando sia stata l’ultima volta in cui io l’abbia vista. E’ sempre stata un paradigma di forza ma anche di rompicoglioni alla decima potenza e con un comandamento: devo stare bene io e chissenefrega se gli altri stanno ‘male’ (nella storia familiare, si parla a volte di crudeltà mentale nei confronti di chiunque, anche dei propri congiunti). Non so se questo atteggiamento sia una peculiarità o una reazione maturata a qualcosa capitatole in gioventù (ricordo un suo racconto nel quale mi disse che da adolescente si è potuta divertire solo tre volte, perché il lavoro nell’ufficio di famiglia contava sempre prima di tutto). Retaggi o non retaggi, esperienze o non esperienze, è sempre stata capace di fare da sola negli affari e in altre cose. In milanese di direbbe una regiùra: una che è abituata a comandare e alla quale NON PUOI dire mai di no. Lodevole pure il fatto che questa donna sia sempre stata capace di fasri DA SOLA la dichiarazione dei redditi (la faccio anch’io da solo, ma non c’è paragone, dovendo io compilare molti meno quadri di lei).

Impressionante la sua vitalità anche negli ultimi tempi. Ricordo il suo novantesimo compleanno in un ristorante: ricordo il momento della torta, depositata momentaneamente su un tavolo vicino al nostro nel passaggio dal secondo al dessert; ricordo la gente che allungava gli occhi sulla torta dove imperava un 90 e lo stupore nel cercare nella nostra tavolata qualcuno che rispondesse ai canoni di vecchio/a rincitrullito/a.

E dopo qualche anno l’inizio molto lento del tracollo, veramente molto lento. Le cadute, le badanti, il non accettare –anche con stizza- di dover dipendere da qualcuno (e paradossalmente non considerare che forse prima o poi non ci sarà più nemmeno lei su questa terra).

Perché in tutto questo va detto che questa donna rimane ancora lucida. Parla male, parla sempre peggio. Vittimismo e titanismo: la forza fisica non c’è più (cade spesso, senza farsi male) ma la forza mentale sembra quella di sempre, nonostante qualche capriccio inevitabile dovuto all’evolversi della situazione.

La zia non ha malanni o sindromi degenerative: è solo vecchia. E, a quanto mi dicono, possiede ancora un certo appetito (mi ricorda qualcuno, ehm...).

Non ho motivi personali per avere sentimenti negativi nei suoi confronti, sapendo comunque che tipo di persona sia stata. Però, ogni volta che torno a casa dal lavoro, temo sempre di trovare in segreteria LA brutta notizia.

Grazie a questa sua longevità, oltre ad avere ‘seppellito’ un certo numero di parenti, è stata capace di sopravvivere a gente ‘famosa’ più giovane di lei.

Prendetemi per cinico, ma in questo ipotetico torneo sono rimasti lei ed Andreotti (da molti considerato personaggio mefistofelico e che in gennaio compirà SOLO 94 anni). Nel caso in cui fosse lei a sopravvivere comincerò a credere davvero che sia dotata di poteri soprannaturali...

Auguri Giulio! (per par condicio, neh?)

Pubblicato il 16/9/2012 alle 9.48 nella rubrica diario.

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