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signore e signori, ecco a voi il SILENZIO
Il Volo delle tenebrae...
post pubblicato in ascoltando l'orizzonte, il 3 febbraio 2012

Ho appena finito di leggere IL SILENZIO DELL’ONDA di Gianrico Carofiglio. L’ho trovato un libro fatto bene per diversi motivi. Prosa sobria, immediata, senza fronzoli, senza ‘ponteggi grammaticali’. Per quanto avessi il cervello impegnato su più fronti, la lettura non è stata difficoltosa. Pochi personaggi, ma ricchi di sfumature e dettagli: non è stato difficile seguire l’intreccio.

Ed è stato durante la lettura che ci ho pensato.

Non me ne vogliano i carofiglisti, ma una storia così sarebbe potuta essere alla portata della penna di un Fabio Volo.

Uuuh...immagino gli strali contro di me ma anche contro Volo.

Si dice che Volo abbia un ghostwriter dietro (ripeto: non lo dico io; si dice in giro); si dice che scriva usando maree di luoghi comuni.

Molti lamentano il fatto che faccia parte di quella schiera di personaggi che, pur avendo già un mestiere ‘famoso’, invadono il campo editoriale togliendo spazio a prodotti di personaggi emergenti.

Non dico che Volo sia l’autore che l’avanguardia culturale stesse aspettando. Di sicuro penso che sia meno banale di certe facce toste che osano scrivere. Mi riferisco agli ultimi due libri prima dell’uscita di quest’ultimo (che non conosco): i primi erano un simpatico divertissement sul trentenne che non vuole maturare, il terzo mi ha convinto a metà. Non trovo che scriva con enfasi o che voglia sembrare quello che non sia. E’ uno stile popolare il suo, con vicende che hanno sempre qualcosa di verosimile. Talvolta ci può essere qualche aspetto un po’ troppo rosa, ma comunque io non vedo la pretesa di essere uno scrittore (vedi quell’incapace di Moccia). La sua leggerezza (non superficialità) mi è sembrata paragonabile ad una certa leggerezza presente nel libro di Carofiglio.

Anni fa, quando era ‘solo’ personaggio televisivo, Volo dichiarò di non essere un presenzialista a tutti i costi e di limitare l’uso della sua immagine a imprescindibili impegni televisivi (=trasmissioni che presentava), tenendosi ben alla larga da marchette/talk show.

Che conducesse in radio o in televisione, lo spirito era sempre tra l’ironico ed il ‘cazzaro’: aveva comunque l’atteggiamento di una persona conscia dei propri limiti, lungi dall’idea di voler insegnare qualcosa a qualcuno.

I rotocalchi si fanno spesso sotto per intervistarlo, ma è normale quando si tratta di fare una promozione editoriale. Però non mi sembra nemmeno di assistere ad una saturazione mediatica. Insomma, non direi che lui si sia creato una specifica immagine pubblica: gliel’hanno creata addosso.

Non ne faccio una vittima, al contrario. Di fronte alla crociata che periodicamente si abbatte sopra di lui, non mi pare di vedere sue dichiarazioni/esternazioni in merito. Segno che lui va avanti a prescindere.


Ma perché l’opinione pubblica non si accanisce di più su un Moccia che, oltre a spacciarsi per grande scrittore, ha rovinato la letteratura, il gusto del pubblico e il cervello delle nuove generazioni?


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permalink | inviato da Tenebrae il 3/2/2012 alle 19:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
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