Il Volo delle tenebrae...
Ho
appena finito di leggere IL SILENZIO DELL’ONDA di Gianrico Carofiglio. L’ho
trovato un libro fatto bene per diversi motivi. Prosa sobria, immediata, senza
fronzoli, senza ‘ponteggi grammaticali’. Per quanto avessi il cervello impegnato
su più fronti, la lettura non è stata difficoltosa. Pochi personaggi, ma ricchi
di sfumature e dettagli: non è stato difficile seguire l’intreccio.
Ed
è stato durante la lettura che ci ho pensato.
Non
me ne vogliano i carofiglisti, ma una
storia così sarebbe potuta essere alla portata della penna di un Fabio Volo.
Uuuh...immagino
gli strali contro di me ma anche contro Volo.
Si
dice che Volo abbia un ghostwriter dietro (ripeto: non lo dico io; si dice in
giro); si dice che scriva usando maree di luoghi comuni.
Molti
lamentano il fatto che faccia parte di quella schiera di personaggi che, pur
avendo già un mestiere ‘famoso’, invadono il campo editoriale togliendo spazio
a prodotti di personaggi emergenti.
Non
dico che Volo sia l’autore che l’avanguardia culturale stesse aspettando. Di
sicuro penso che sia meno banale di certe facce toste che osano scrivere. Mi riferisco
agli ultimi due libri prima dell’uscita di quest’ultimo (che non conosco): i
primi erano un simpatico divertissement sul trentenne che non vuole maturare,
il terzo mi ha convinto a metà. Non trovo che scriva con enfasi o che voglia
sembrare quello che non sia. E’ uno stile popolare il suo, con vicende che hanno
sempre qualcosa di verosimile. Talvolta ci può essere qualche aspetto un po’
troppo rosa, ma comunque io non vedo la pretesa
di essere uno scrittore (vedi quell’incapace di Moccia). La sua leggerezza (non
superficialità) mi è sembrata paragonabile ad una certa leggerezza presente nel
libro di Carofiglio.
Anni
fa, quando era ‘solo’ personaggio televisivo, Volo dichiarò di non essere un
presenzialista a tutti i costi e di limitare l’uso della sua immagine a imprescindibili
impegni televisivi (=trasmissioni che presentava), tenendosi ben alla larga da
marchette/talk show.
Che
conducesse in radio o in televisione, lo spirito era sempre tra l’ironico ed il
‘cazzaro’: aveva comunque l’atteggiamento di una persona conscia dei propri
limiti, lungi dall’idea di voler insegnare qualcosa a qualcuno.
I
rotocalchi si fanno spesso sotto per intervistarlo, ma è normale quando si
tratta di fare una promozione editoriale. Però non mi sembra nemmeno di
assistere ad una saturazione mediatica. Insomma, non direi che lui si sia
creato una specifica immagine pubblica: gliel’hanno creata addosso.
Non
ne faccio una vittima, al contrario. Di fronte alla crociata che periodicamente
si abbatte sopra di lui, non mi pare di vedere sue dichiarazioni/esternazioni
in merito. Segno che lui va avanti a prescindere.
Ma
perché l’opinione pubblica non si accanisce di più su un Moccia che, oltre a
spacciarsi per grande scrittore, ha rovinato la letteratura, il gusto del
pubblico e il cervello delle nuove generazioni?