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signore e signori, ecco a voi il SILENZIO
RACCONTO LADRO - FILM
post pubblicato in work in progress, il 12 luglio 2011

(estratto da un racconto che non verrà MAI pubblicato)

FILM

Sembra una serata come molte altre.

Le solite cose prima di andare a dormire. Un po’ di tivù, le pagine di un libro, qualche giornale.

E a letto mi accorgo di non dormire. Ma non è una di quelle nottate dove si percorrono chilometri sotto le lenzuola girandosi da una parte e dall’altra, per incessanti pensieri che allontanano dal sonno.

E’ invece un momento sereno. Di tranquillità. Di estasi. Sul soffitto vedo scorrere immagini a colori (a colori!!) sulla cui logica non è il caso di dibattere. Sono una, due, cinque storie.

Aumentano. Diminuiscono. Aumentano di nuovo. In parallelo, in successione, in sinossi. E buona parte di queste storie ha ***** come protagonista.

Allora capisco tutto.

Tessere magiche che…

No. Non mi addentrerò in metafore psichedeliche per spiegare qualcosa di fondamentale. Quando te lo senti, te lo senti e basta. Non è uno dei miei soliti film. Anche se è solo da un breve periodo che la frequento, so di non potermi più sbagliare.


In tutta questa atmosfera gradevole, quasi di ebbrezza, c'è solo un dettaglio negativo che mi fa incazzare di brutto. 

Di non aver realizzato prima di essermi innamorato di *****.

 

 

 


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permalink | inviato da Tenebrae il 12/7/2011 alle 15:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
SENSAZIONI
post pubblicato in pensieri al balcone, il 11 luglio 2011






CAMMINARE A PIEDI NUDI

A MEZZANOTTE

SUL BALCONE

MI DÀ UN SENSO DI…

 

 

L I B E R T À



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permalink | inviato da Tenebrae il 11/7/2011 alle 17:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
SOGNOOO???
post pubblicato in dialoghi di rorschach, il 10 luglio 2011

UN COLLAGE DI BRICIOLE

(pane? Cracker?)

INCOLLATO

SU TUTTA LA SUPERFICIE DEL LENZUOLO

QUA E LÀ

DUE BARATTOLI ESAURITI

DI MARMELLATA ROSSA

(fragole? Lamponi?)

 

 

DI CHI LA COLPA?

 

DI CHI IL SIGNIFICATO?

FATTORE AVENTINO?
post pubblicato in fattore mabuse, il 7 luglio 2011

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Maggio - In Parlamento, il deputato Giacomo Matteotti attacca il governo accusandolo di brogli e di aver palesemente falsato i risultati delle ultime elezioni politiche.

Giugno - Qualche giorno dopo quel discorso, il deputato viene rapito.

Agosto – Il cadavere di Matteotti viene rinvenuto nell’Agro romano: la morte risale a parecchio tempo prima, perché il corpo risulta in avanzato stato di decomposizione.

 

Nell’arco di questo breve lasso di tempo la reazione dell’opinione pubblica non tarda a farsi sentire. Si capisce subito chi sia il mandante e perché abbia agito così. Coloro che prima avevano caldamente appoggiato il governo, ora prendono qualche distanza.

Anche nella classe politica non mancano prese di posizione decise e ferme di fronte ad un evento di tale portata. Non si riconosce più l’autorità del governo, per cui molto uomini politici abbandonano Montecitorio dando vita alla secessione dell’Aventino.

Anche i ministri, i loro collaboratori e i loro seguaci si trovano allo sbando: è stato passato il segno.

Sembra arrivato il momento di cambiare radicalmente le cose e di allontanare quello che sarebbe potuto essere uno spettro politico di ordinaria amministrazione.

Tutti parlano nessuno fa niente.

Tutti PARLANO nessuno FA NIENTE.

Luidiallora agisce a poco a poco: indisturbato riesce a ricucire le numerose lacerazioni presenti nella sua coalizione.

 

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Gennaio – Luidiallora torna saldamente in sella assestando una zampata che gli permetterà di rimanere al potere per altri diciotto anni.

 

 

Luidiadesso ha l’acqua alla gola; subisce schiaffi politici un giorno sì e l’altro pure; patisce due poderose disfatte elettorali; non riesce più a difendere la sua immagine, ormai ridotta ad un colabrodo.

Tutti (ma proprio tutti) parlano e promettono. Ma nessuno fa niente.

Si parla e si promette. Ma si continua a non far niente di P R A T I C O.

E luidiadesso, malgrado tutto, è ancora a galla.

E’ troppo presto per aver paura???


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permalink | inviato da Tenebrae il 7/7/2011 alle 23:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa
RIMPIANTO?
post pubblicato in ascoltando l'orizzonte, il 6 luglio 2011

I TERRIBILI SEGRETI DI MAXWELL SIM – Jonathan Coe

 

Avrei voluto   Avrei dovuto   Avrei potuto

E’ la formula una e trina che dà l’avvio alla legge del rimpianto. Mai farsi fregare: il rimpianto non serve a nulla se non a farci cambiare una buona volta le carte in tavola Solo che queste carte le distribuisce un narratore onnisciente che ha in mano le regole del gioco. In realtà è lui che concede ai suoi personaggi-burattini i cambiamenti in corso d’opera, creando sfasamenti, equivoci e coincidenze quasi paradossali. Nulla, comunque, è lasciato al caso. Il narratore non ti nega di conoscere LA verità e le regole: essa è alla tua portata e tu, da solo o con aiuto di altri, puoi arrivarci ed accettarla, perdonando anche un po’ te stesso.

Ma se arrivi a conoscere troppo da vicino le regole, il narratore scende in campo e ti fa uno scherzo d e f i n i t i v o.

E Maxwell? E’ un simil-nerd di 48 anni che sembra votato a diventare ancora più nerd. Depresso, impacciato e senza autostima, sbaglia tutto quello che si può sbagliare rinunciando alle occasioni che potrebbero riscattarlo almeno in parte. Tutti questi insuccessi portano Max ad intraprendere una spirale sempre più torbida e negativa (cfr.: i suoi colloqui con il navigatore satellitare, ribattezzato EMMA).

Solo quando tocca il fondo, le cose sembrano cambiare radicalmente. La soluzione è molto semplice: basta guardare le cose da un altro punto di vista. E Maxwell lo fa. Spontaneamente o spintaneamente.

La struttura del libro non è casuale: ci sono continui richiami ai quattro quartetti di Eliot; c’è un sottile gioco di coincidenze, di indizi non casuali che si risolvono nell’agnizione finale.

Unica pecca: lo stile, in alcuni passaggi, rischia di appesantire la lettura (questo soprattutto in uno dei ‘quartetti’ rielaborati da Coe).

 

N D T (Nota Di Tenebrae):

se fossi un alieno, incaricato di conoscere l’umanità attraverso gli ultimi tre libri che ho letto (ameni inganni, dexter, maxwell sim) mi farei strane idee sugli esseri umani.

MOTO
post pubblicato in ascoltando l'orizzonte, il 4 luglio 2011

In settimana mi è capitato di regalare LO ZEN E L’ARTE DELLA MANUTENZIONE DELLA MOTOCICLETTA di Robert Pirsig. Questo regalo mi ha fatto tornare alla mente una cosa vista molto tempo fa.

Stavo andando in fabbrica e giusto nelle sue prossimità il traffico era rallentato a causa di un incidente stradale. Non è importante adesso parlare della dinamica di questo sinistro. C’è invece da sottolineare quello che ho visto più in là rispetto al punto dell’impatto: sul ciglio della strada, una moto rovesciata e, accanto, il suo padrone inginocchiato, la testa bassa, in direzione del suo mezzo.

La moto come un cavallo azzoppato poco prima dell’inevitabile colpo di grazia. La moto come una figlia sul letto di morte, di fronte al proprio padre.

Non credo che quello visto da me sia il primo biker che dimostri simile attaccamento al proprio veicolo. Sicuramente mi colpisce questo tipo di legame.

Anche certi automobilisti hanno un attaccamento particolare verso la propria vettura al punto da trattarla meglio delle persone. Ma non è la stessa cosa.

 

La sera in cui ho regalato quel libro ho raccontato quanto sopra. Un ragazzo, quasi ex-biker, mi ha spiegato un po’ di cose. Per i veri centauri, la moto è un amico se non addirittura un complice. Il rapporto biker-moto non è legato solo ed esclusivamente ad una questione di velocità. Riguarda invece un contatto a tutto tondo con l’ambiente, il panorama che circonda un viaggio. La sensazione che ti dà fendere il muro dell’aria, pare che sia qualcosa che avvicini alla quinta dimensione.

 

Io son passato direttamente dai 2 piedi alle 4 ruote (e lasciamo perdere in che modo…). Ciclomotori tipo CIAO, o moto di grossa cilindrata, mi hanno sempre fatto una bella paura.

Inoltre, per me, l’auto è un accessorio: mi serve per andare dal punto A al punto B e viceversa. Non mi importano più di tanto le prestazioni di una macchina, purché non beva.

Il divertente riguarda il R I C O N O S C E R E  marche e modelli: in generale ‘vedo’ solo parallelepipedi in lamiera su quattro ruote. Se io (o qualcuno che conosco) inizio a guidare un certo modello, allora magicamente inizio a riconoscerla A N C H E in mezzo al traffico.

 

Sono l’unico che chiama la sua auto con un nome di persone?


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permalink | inviato da Tenebrae il 4/7/2011 alle 12:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
L'AURA
post pubblicato in dialoghi di rorschach, il 3 luglio 2011

i capelli a L’AURA sparsi

la festa di L’AURA

la L’AURA ad honorem

la L’AURA honoris causa

 

 

L’AURA….               Irraggiungibile

fonte: youtube

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permalink | inviato da Tenebrae il 3/7/2011 alle 12:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
VITALE
post pubblicato in ascoltando l'orizzonte, il 1 luglio 2011

LA LEGGENDA DEL MORTO CONTENTO – Andrea Vitali

 

Ancora una volta, l’autore riesce a dare una buona prova descrivendo uno spaccato di vita di Bellano, città lacustre a lui ben nota.

Fosse stato semplice. Non si è trattato di ambientare in tempi più o meno recenti una serie di vicende. Qui, Vitali ha voluto scomodare una Lombardia ancora controllata dal potere austriaco.

La storia, per certi aspetti, potrebbe essere un pretesto. In questo libro, come in molti dello stesso, non esiste una vicenda, una AZIONE: sono le tipologie umane che vi compaiono, piene di sfaccettature di ogni genere, che a poco a poco costruiscono la trama.

Con questo titolo, l’autore dimostra di avere chiara la ‘sua’ ricetta per elaborare una storia: vita di paese, ‘coralità’ alla Giovanni Verga e voce narrante onnisciente super partes. Con questo tipo di ingredienti, Vitali ha già pubblicato diversi successi tra cui OLIVE COMPRESE, primo suo libro che ho letto, molto particolare per la sua verve. La LEGGENDA, così come altri volumi, dopo la lettura di OLIVE risultano sì piacevoli ma senza raggiungerne le vette di lirismo, ironia e divertimento.


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permalink | inviato da Tenebrae il 1/7/2011 alle 19:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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