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signore e signori, ecco a voi il SILENZIO
SINGING IN THE RAIN
post pubblicato in ascoltando l'orizzonte, il 30 settembre 2012

Fonte: Yotube

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LEI
post pubblicato in dialoghi di rorschach, il 28 settembre 2012

La nonna arriva a casa mia.

Quella di un tempo, non quella di ora.

Ci arriva da sola, non ricordando la scala, non ricordando il piano.

Gestisco io la casa (o gli altri sono solo fuori?).

Tu sei qui a cena da me, con la tua eleganza da nonna.

Nessuno sa di cosa abbiamo parlato.

Non lo sappiamo nemmeno noi.


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LE muse? I muse!
post pubblicato in ascoltando l'orizzonte, il 26 settembre 2012
Fonte: youtube

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TEATRI
post pubblicato in ascoltando l'orizzonte, il 24 settembre 2012

U N O

E arrivò il momento della verità per il musical.

L’atmosfera era abbastanza tesa, ma dopo un po’ la cosa si è abbastanza stemperata (senza comunque sciogliersi del tutto). E così ho visto in prova tutta la messinscena: lo spirito e l’affiatamento non erano affatto male. Ed anche le canzoni, cantate direttamente dagli attori, risultavano molto gradevoli. Ma non solo: c’era molta naturalezza nei gesti e nella recitazione delle battute. Lo spettacolo non è per niente facile da mettere in scena, ma nel complesso risulta abbastanza impostato, anche se rimane ancora molto da affinare per la prima di gennaio.

Insomma si va avanti (anche se per impegni pregressi dovrò saltare diverse prove). Insomma sembra che la sfuriata dell’attore tuttofare abbia pagato. Chissà fino a quando...

 

D U E

Come un primo giorno di scuola. Rivedere vecchi compagni: vecchi livori, saggi sostegni. Non rivedere l’uomo tsunami. Ed eccoci subito in pista: una musica, un cerchio, un centro che balla. E tutti intorno a muoversi, seguendo una parte del corpo del centro.

Mancava l’uomo tsunami: lo si è capito dai movimenti fluidi di tutti. Per lo meno lo erano i miei movimenti.

Mancava l’uomo tsunami: sembrava lo avessero sofferto tutti, anche quelli che l’anno scorso facevano soffrire. E ancora una volta, questi ultimi hanno messo in luce la loro ipocrisia.

E in attesa di Harold e dei suoi canovacci, ho scrollato via di dosso qualche stereotipo rancido. I sassolini dalle scarpe, un’altra volta.

Harold, ti aspettiamo, non deluderci: scegli i migliori, ma comunque scegli anche me, pure se non sono bravo.


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APRIAMO UNA PARENTESI?
post pubblicato in ascoltando l'orizzonte, il 22 settembre 2012
  



 

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una verità? No... LA verità
post pubblicato in fattore mabuse, il 20 settembre 2012

  

La storia, la società, le situazioni...

Tutto va a cicli ricorrenti. E per certi aspetti mi sembra che le cose si ripetano. Su facebook, nella vita vera, per non dire in televisione (ma lì è da sempre così) ormai non ci si confronta più. Le idee e le opinioni vengono presentate come VERBO, se non come POSTULATO: sei d’accordo con quest’idea? Buon per te. Non lo sei? Automaticamente sei un cialtrone, quando ti va bene.

Non voglio fare il santerellino di turno (su skype, ho appena “messo a posto” una mia amica che abita all’estero), ma generalmente cerco di mediare la situazione presentando la mia opinione come tale, e non come una verità inattaccabile.

Invece oramai il modo rapportarsi nella maggior parte delle questioni (sia nelle piccole, sia nelle grandi cose) non è più il confronto, ma lo scontro, l’imposizione della propria idea al resto del mondo. Manco si pensa che l'opinione altrui possa avere un minimo di qualità: solo perché è di un altro, tanto basta per denigrarla aprioristicamente. E talvolta l’esposizione del proprio pensiero sfocia anche in un giudizio che definirlo tranchant è un eufemismo (ma dove caaaazzzo stiamo andando a finire???). Alcuni, quando si esprimono, hanno dalla loro il fatto di essersi documentati un minimo. Ma questo non li autorizza a sentirsi dei Messiaaaahhh votati a predicare dal piedistallo la verità in mezzo al popolo bue.

Altro che atteggiamenti da italiano medio... Questi sono modi da italiano mignolo

 

Parentesi a metà tra il serio ed il faceto. Sembra che un buon 70% dei passeggeri della mia auto, appena salga, sia colpito da “Sindrome da navigatore satellitare”: le strade che conoscono loro sono IN ASSOLUTO le migliori, rispetto alle mie (cosa alquanto DISCUTIBILE).... nnnneeeerrrrvooooooZZZZZZZooo! L’altra sera, addirittura, un amico ha scovato sul suo android un’applicazione per seguire in tempo reale la strada che stavo facendo. Alla fine ha decretato che una mia deviazione dalla mitica circonvallazione, forse si sarebbe rivelata inutile. L’amico rimarrà amico anche se mi stupisce che non abbia trovato un modo più utile di impiegare il tempo. E NESSSSSSUNO, di questo 70%, che realizzi il fatto di essere COMUNQUE scarrozzato a destra e a sinistra per le vie di questa città.

Rivendico (a meno di urgenze) il diritto di fare le strade che voglio quando guido la mia macchina. Quasi quasi la prossima volta che qualcuno osa suggerire strade alternative, piazzo sul cruscotto una surrogato di tassametro...


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ALTRI CONFRONTI
post pubblicato in diario, il 18 settembre 2012

Ai primi di giugno, presso un oratorio poco fuori Milano, ho portato a termine un’esperienza faticosa ma ricca di soddisfazioni relativamente alla messa in scena di un testo teatrale. E’ stata faticosa perché gli attori coinvolti erano adolescenti. Nonostante fossero bravi, motivati (abbastanza), trascuravano l’importanza del lavoro di gruppo: non c’è mai stata una prova (tranne quelle generalisssssime) dove fossero tutti quanti presenti. Tutto questo ha influito non poco sull’entusiasmo di tutti (compreso me), anche perché la mancanza anche di un solo attore creava disagio sul ritmo della prova stessa.

In quei giorni (di crisi, lo ammetto), mi chiedevo come sarebbe stato lavorare con attori più adulti: con presunzione mi dicevo che non sarebbero capiatate complicazioni con persone anche di poco più grandi, perché di fronte ad un impegno erano SICURAMENTE più responsabilizzate.

Lasciando da parte questi pensieri che non andavano da nessuna parte, i giorni passavano: molta energia profusa, molto nervosismo, molte urla e pure un po’ di menefreghismo. Ma tutto è bene quel che finisce bene: messinscena di alto livello, con tempi rispettati a dovere ecc ecc. Applausi applausi applausi.

 

A ridosso di quella circostanza, in un altro contesto, fui coinvolto nelle prove di un musical: avrei dovuto fare semplicemente la comparsa all’interno di una compagnia teatrale (mooooolto) amatoriale di ragazzi intorno ai 30 anni. Solo dopo ho scoperto che il mio ruolo comprendeva la recita di alcune battute e dover imparare una coreografia non proprio semplicissima.

Man mano che vivevo questa occasione ho potuto fare diverse considerazioni. Innanzi tutto era sbagliato pensare che tra adulti le prove fossero più incisive e continuative: a volte questioni lavorative (gli attori principali svolgono lavori completamente differenti che non sempre fanno collimare gli orari di tutti), a volte un po’ di naturale voglia di cazzeggiar (alcune prove sono state effettuate nelle sere di luglio...na vogliaaaa) stanno facendo tirare in lungo i lavori.

Nel corso di tutto questo tempo è stato facile immedesimarmi nel ruolo del regista e di tutti quelli che gli danno una mano. Così come, da attore, mi sono immedesimato nel fancazzismo dei ragazzi che ho diretto.

 

Ieri sera la bolla è scoppiata: uno degli attori (che è anche un aiuto regista) ha messo il resto della compagnia di fronte alla questione della mancanza di impegno e che i tempi sono stretti per non dire utopistici. Il facente funzione regista ha fatto presente una serie di questioni sicuramente importanti. Ha sbagliato i toni, i modi e non so cos’altro (IO ci sono sempre stato, IO mi sono sempre sbattuto per esserci, IO mi sono sempre organizzato per esserci).

Ne è nato un dibattito a dir poco paradossale che ha sortito ben poco: la prossima settimana ci vedremo per un ultimo tentativo di prove, altrimenti tutto andrà a catafascio.

Alla luce di tutto questo RITRATTO quanto detto sopra: la difficoltà di far collimare gli orari sussiste a tutti i livelli di età, anche se la gente è motivata alla messinscena di uno spettacolo.

Nel primo caso (Tenebrae regista), bisogna comunque irregimentare gli adolescenti anche se ogni tanto bisogna essere un po’ comprensivi (anche se non troppo).

Nel secondo caso (Tenebrae attore) bisogna rispettare comunque l’impegno che si prende. E’ pure chiaro che da grandi è difficile, dopo una giornata di lavoro, avere la voglia di sbattersi per una recita.

Si deve sempre mediare un po’: questo è un concetto che si predica sempre, ma che nessuno mette mai in pratica.


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Zia, anzi no, prozia
post pubblicato in diario, il 16 settembre 2012

Lei adesso ha 101 anni e mezzo.

Non si fa più vedere da nessuno. Solo i suoi figli e mia madre (sua nipote) e le varie badanti. Non ricordo più quando sia stata l’ultima volta in cui io l’abbia vista. E’ sempre stata un paradigma di forza ma anche di rompicoglioni alla decima potenza e con un comandamento: devo stare bene io e chissenefrega se gli altri stanno ‘male’ (nella storia familiare, si parla a volte di crudeltà mentale nei confronti di chiunque, anche dei propri congiunti). Non so se questo atteggiamento sia una peculiarità o una reazione maturata a qualcosa capitatole in gioventù (ricordo un suo racconto nel quale mi disse che da adolescente si è potuta divertire solo tre volte, perché il lavoro nell’ufficio di famiglia contava sempre prima di tutto). Retaggi o non retaggi, esperienze o non esperienze, è sempre stata capace di fare da sola negli affari e in altre cose. In milanese di direbbe una regiùra: una che è abituata a comandare e alla quale NON PUOI dire mai di no. Lodevole pure il fatto che questa donna sia sempre stata capace di fasri DA SOLA la dichiarazione dei redditi (la faccio anch’io da solo, ma non c’è paragone, dovendo io compilare molti meno quadri di lei).

Impressionante la sua vitalità anche negli ultimi tempi. Ricordo il suo novantesimo compleanno in un ristorante: ricordo il momento della torta, depositata momentaneamente su un tavolo vicino al nostro nel passaggio dal secondo al dessert; ricordo la gente che allungava gli occhi sulla torta dove imperava un 90 e lo stupore nel cercare nella nostra tavolata qualcuno che rispondesse ai canoni di vecchio/a rincitrullito/a.

E dopo qualche anno l’inizio molto lento del tracollo, veramente molto lento. Le cadute, le badanti, il non accettare –anche con stizza- di dover dipendere da qualcuno (e paradossalmente non considerare che forse prima o poi non ci sarà più nemmeno lei su questa terra).

Perché in tutto questo va detto che questa donna rimane ancora lucida. Parla male, parla sempre peggio. Vittimismo e titanismo: la forza fisica non c’è più (cade spesso, senza farsi male) ma la forza mentale sembra quella di sempre, nonostante qualche capriccio inevitabile dovuto all’evolversi della situazione.

La zia non ha malanni o sindromi degenerative: è solo vecchia. E, a quanto mi dicono, possiede ancora un certo appetito (mi ricorda qualcuno, ehm...).

Non ho motivi personali per avere sentimenti negativi nei suoi confronti, sapendo comunque che tipo di persona sia stata. Però, ogni volta che torno a casa dal lavoro, temo sempre di trovare in segreteria LA brutta notizia.

Grazie a questa sua longevità, oltre ad avere ‘seppellito’ un certo numero di parenti, è stata capace di sopravvivere a gente ‘famosa’ più giovane di lei.

Prendetemi per cinico, ma in questo ipotetico torneo sono rimasti lei ed Andreotti (da molti considerato personaggio mefistofelico e che in gennaio compirà SOLO 94 anni). Nel caso in cui fosse lei a sopravvivere comincerò a credere davvero che sia dotata di poteri soprannaturali...

Auguri Giulio! (per par condicio, neh?)


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OFF TOPIC... (preventivamente)
post pubblicato in ascoltando l'orizzonte, il 15 settembre 2012
Comunque...

EVVIVA LA COMMUNITY!!!
(la capisco solo io, e pochi altri, ma non importa)

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KLAXON
post pubblicato in ascoltando l'orizzonte, il 14 settembre 2012
fonte: youtube

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