.
Annunci online

signore e signori, ecco a voi il SILENZIO
RIPRENDERSI
post pubblicato in fattore mabuse, il 27 novembre 2012

Fonte: youtube

Ennò. No no no no. Non è da me.

E’ da una decina di giorni che non tocco un libro. Anch’io comunque sono molto furbo perché vado a beccarmi un tomo di oltre 400 pagine: storia intricata che se viene abbandonata anche solo per pochi giorni rende difficile il prosieguo della lettura. Per un libro del genere ci vuole una testa un po’ più libera dal lavoro.

Sto lavorando molto? Sto lavorando troppo? Sto lavorando, che in questi tempi è un privilegio. Probabilmente uso male il tempo che dedico al lavoro e il leisure time alla lunga ne risente. Cerco di distrarmi, ma spesso, per stanchezza, rinuncio anche ad una semplice birretta.

Questa settimana ho la certezza di due serate con amici a cui non voglio rinunciare. Ci sarebbe pure quella cena con quel matto di Victor Ward... per domani... ma ad adesso non si è ancora fatto vivo (c’era da immaginarselo).

Sabato ho comprato un quotidiano (che non ho ancora letto) perché c’era abbinato un libro di Baricco dedicato ai 50 libri più belli letti da lui in questi ultimi tempi. E’ il libro ideale per transitarmi in questi mari agitati in cui c’è poco tempo: si tratta di brevi schede (?) che forniscono le notizie principali su quei libri e pure un giudizio (cfr. La struttura di Barnum, ndr)

E mentre gli Afterhours si riprendono Berlino, io cerco di riprendere il mio tempo (echissenefrega dell’eccessivo numero di riunioni fuori sede).

Magari, appunto, leggendo.




Fonte: youtube

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. riprendere fattore mabuse

permalink | inviato da Tenebrae il 27/11/2012 alle 23:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
PERLE DI SAGGEZZA
post pubblicato in diario, il 25 novembre 2012

“ODIO LA PAROLA OMOFOBIA

 

NON E’ UNA FOBIA.

 

TU NON SEI SPAVENTATO.

 

SEI STRONZO

 

 

Powered by MORGAN FREEMAN

questo sono io OGGI...
post pubblicato in diario, il 23 novembre 2012

Fonte: youtube



permalink | inviato da Tenebrae il 23/11/2012 alle 18:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SIMPATICAMENTE DISORIENTATO
post pubblicato in diario, il 20 novembre 2012

Fonte: youtube
VICTOR WARD
post pubblicato in diario, il 17 novembre 2012

Victor Ward. Protagonista di Glamorama. Fotomodello under 30, molto famoso, molto richiesto. Attore a tempo perso (con successo, pure). Per lui, per il suo entourage, per i suoi fan adrenalinicamente sopra le righe ogni occasione è un set cinematografico. Vita come arte estrema, arte come sport estremo che riporta alla vita. Bello, il libro (anche se incasinato). Mai più pensavo che potesse esistere un personaggio del genere. E invece...

Settimana di riunioni fuori sede, un po’ in tutta la Lombardia. Saluti Milano all’aba. La ritrovi che il tramonto è un lontano ricordo. Devastato dalla quantità industriale di aria fritta (che i vestiti lasciano pure la scia) mi ritrovo catalettico in stazione ad aspettare il mio treno per Milano.

Lodi? Bergamo? Brescia? Como? Varese? Cremona? E chi lo sa dove sono. Non faccio in tempo a fare un respiro che mi ritrovo davanti una vecchia e gradita conoscenza. Anni fa, lui, lavorava come primo collaboratore di un reparto vicino al mio: non abbiamo mai lavorato insieme ma ci siamo incrociati per roba di poco conto. Per lo più erano sghignazzi alla macchinetta del caffè.

Poi, dopo circa una stagione di lavoro, il mondo della fabbrica, iniziò a stare stretto alla sua arte e alle sue installazioni. Ciao a lui. Contatti sporadici (aaah i social network!), sempre in una qualche stazione dei treni della Lombardia. Sempre diversa.

Così l’ho beccato l’altro giorno. E facciamo il viaggio insieme anche stavolta. Si chiacchiera. E’ lui il protagonista, ed è protagonista la sua lunghezza d’onda. Gli stai dietro? Bene! Non gli stai dietro? Fa niente, bene lo stesso. E durante il suo discorso surreale inizia a snocciolare con il suo cell blutut una valanga di foto (curiosissime), molto recenti ma anche del lontano passato (nonchiedermicosèquesto... nonchiedermicosèquesto... nonchiedermicosèquesto... sembrava una litania), che mi fanno capire, o lui me lo fa credere, che negli ultimi dieci giorni ha fatto un tour passando da New York a Maribor attraverso Venezia e Lubiana. Negli scatti, ogni tipo di soggetto: città; acqua; grattacieli; lui e la famiglia; parrucche, abiti di scena e occhiali vintage indossati da lui (set cinematografici immaginari?); donne amate; donne da amare; amici alter-ego; gatti; cani occasionali che hanno condiviso con lui il soggiorno a N.Y. E nel frattempo risposte flash alle mie domande (didascalia man non perdona.. MMMAI).

Brevi tracce del LUIpensiero: coppia aperta ma da una parte sola; per non aspettare CINQUE minuti io, ne faccio aspettare TRENTA agli altri.

Sei Victor Ward??!!?... Non sa nemmeno chi sia. Tanto meglio, adesso posso italianizzarti in VITTORIO GUARDIA.

Tenute a debita distanza, queste persone sono uno spettacolo vivente. Se entri troppo nella loro orbita, vieni irrimediabilmente fagocitato e spiaccicato. Non cerco a tutti i costi la sua amicizia (e credo lo stesso lui). Mi faccio volentieri spettatore: Vittorio è un film sfaccettato ancora da mixare e va preso così com’è. Non mi interessa diventare come lui, perché non ho né la voglia né la possibilità: il frequentarlo, però, servirebbe a svecchiare certi miei meccanismi e ad alimentare l’arte che ho dentro.

Ho rimediato un invito per una fantastica cena a casa sua a fine mese (ssessapesssissolodoveabitassse). Se lo è segnato sul blutut. Per me se lo dimentica (mi divertirebbe...).

Io mi tengo libero comunque.

la moussssssse di salmoooooneeee
post pubblicato in ascoltando l'orizzonte, il 16 novembre 2012

Fonte: youtube
SONO MOMENTI
post pubblicato in ascoltando l'orizzonte, il 13 novembre 2012

Ieri altra giornata pesantuccia in fabbrica (perché quella di oggi?).

Arrivo a casa (prima del tempo) con la solita dose di lavoro arretrato che mi porto dall’ufficio. Ormai da qualche tempo sono rassegnato a questo: è un altro modo di vivere l’happy hour.

Alla faccia dell’h.h., ieri ho finito le cose che mi ero prefissate ben molto dopo cena. Prima di andare a letto, mi son detto, ci vorrebbe un libro. Ma non un libro qualsiasi: ho iniziato uno dei miei soliti volumazzi la settimana scorsa (sorry-zoran drvenkar, oltre 400 pagggg.). Lo devo ricominciare: non è noioso, ma richiede una particolare attenzione per l’intreccio che presenta, e la testa è un po’ assorbita in questi giorni.

Ci sarebbe voluto un libro leggero ma allo stesso tempo consistente nei contenuti. Giusto all’inizio di questo mese mi sono goduto la lettura dell’ultimo libro di Stefano Benni, di tutte le ricchezze.

E’ una storia fragile: il lettore deve trattarla con cura, deve coccolarla, per rimanerne lui stesso coccolato. E’ una storia di solitudine che abbiamo vissuto un po’ tutti, anche se il protagonista è abbastanza in là con gli anni: l’essere soli e rassegnati non ha età.

Cos’ha di bello il libro visto che di solitudini hanno parlato tutti? Probabilmente il fatto che sia stato scritto con un sentimento nuovo e che sia stato arricchito da alcuni ingredienti surreali non troppo invadenti.

Per intenderci, arrivare a casa alla sera e confrontarsi con il solito piatto di pasta da cucinare e da condire: ma, una sera, ecco quella serie di varianti che ti aspettano in un angolo della credenza, del frigo o addirittura del freezer. Con tutto questo, nella mente si fa 2+2, e nella pratica si elabora un condimento veloce, senza troppa fatica.

Alla fine è un altro sapore, un’altra sensazione, una piccola sorpresa, un’altra pasta, non il piatto della sera prima travestito da qualcos’altro.

Forse è riduttivo parlare così di un libro, ma spero di aver reso la maniera in cui la vicenda finisce per ipnotizzarti senza ingannarti.

 

Ho finito il libro meno di dieci giorni fa. Non mi andava di rileggerlo subito: ma forse avrei potuto provarci.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. diario parloattraversoilibri?

permalink | inviato da Tenebrae il 13/11/2012 alle 23:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
UFFA
post pubblicato in fattore mabuse, il 11 novembre 2012
Oggi viaggio con circa quattro ore di ritardo.

E’ davvero un grande orgoglio sentirsi PROPRIO come i treni di trenordtrenitaliareteferroviariaitaliana che dir si voglia. Ma cosa mi sta succedendo?

Siamo all’11 del mese e per ben tre volte, in novembre, non ho sentito la sveglia: d’accordo, due volte mi ero pure dimenticato di puntarla, ma stanotte ho lasciato il cell (mi funge da sveglia) nel posto sbagliato e...CIAOOO!!

E’ successo il primo novembre, e passi, era festa. E’ successo ieri, e a momenti arrivavo tardi ad una riunione fondamentale della fabbrica (le riunioni di sabato, parliamone).

Ed è successo proprio oggi che avevo la solita marea di cose da fare (una valanga di pratiche dell’ufficio che...grrr...mi son dovuto portare a casa): dovrò rivoluzionare tutti i programmi. Okay, hai dormito un po’ di più: sì ma il nervùs che mi viene per dover recuperare il tempo perduto, mi fa dimenticare il piacere di questo supplemento di sonno.

E’ un messaggio subliminale del mio organismo impegnato su parecchi fronti? E’ un invito a rallentare? Visto il pantagruelico ritardo in cui mi trovo salterò la piscina: ci vado due volte alla settimana, se non vado una volta non succede nulla in effetti.

Intanto, invece di correre ai ripari, sono qui seduto alla mia scrivania (la mia dock of the bay) a scribacchiare...


Fonte: youtube

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. fattore mabuse uffa wasting time

permalink | inviato da Tenebrae il 11/11/2012 alle 13:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
LA MIA RIVINCITA (incittàincittàincittà...)
post pubblicato in diario, il 10 novembre 2012
Surclassare uno dei migliori attori del tuo gruppo di improvvisazione. Non lasciargli spazio in scena, il tempo di respirare. Far vedere che il proprio personaggio è pieno di risorse in ogni momento dello sketch. Non permettere al suo personaggio il contrattacco. Concludere l’improvvisazione al top, senza perdere il mio personaggio.


Al di là della mera soddisfazione, momentanea ed infantile (che comunque ha il suo perché in quanto l’altro attore è spesso saccentello...), la situazione di ieri sera mi ha rimesso un po’ in pace con il mondo dell’improvvisazione. Certo, molti dettagli e sfumature son da rivedere: ero un po’ troppo monolitico, ostentando di più quello che è il mio atteggiamento rispetto a quello che doveva essere di competenza del personaggio.

Ma resta il fatto che ho proposto un’idea che sono riuscito a gestire anche con una certa irruenza, rendendo il mio compagno di corso alla stregua di comparsa.

Ne è venuto fuori un entusiasmo che... questa mattina è sfumato in fabbrica con molta rapidità. La colpa? Un’azione congiunta di stupidità (operai) e burocrazia (consiglio amministrativo). Ma è inutile farne un dramma quando capita che stupidità e burocrazia siano sinonimi.

E’ una legge inesorabile, è la regola di un altro gioco.

Godiamoci questa canzone che è parzialmente in topic.

 


Fonte: youtube

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. diario harold

permalink | inviato da Tenebrae il 10/11/2012 alle 0:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
VOGLIO SCENDERE? non so...
post pubblicato in ascoltando l'orizzonte, il 9 novembre 2012

Fonte: youtube
Sfoglia ottobre   <<  1 | 2  >>   dicembre
calendario
rubriche
tag cloud
links
cerca