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signore e signori, ecco a voi il SILENZIO
SAUDADE
post pubblicato in ascoltando l'orizzonte, il 30 ottobre 2011
Fonte: youtube

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L'ORA CHE NON C'E'
post pubblicato in ascoltando l'orizzonte, il 29 ottobre 2011

Venite tutti:

questa sera

c’è un’ora in più

per divertirsi

ed è la legge

che ce lo dice.

Venite tutti

Questa notte

Staremo svegli

Tra balli, canti

E calumet

Ad aspettare

L’arrivo dell’era solare.


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IL TEMPO...
post pubblicato in ascoltando l'orizzonte, il 27 ottobre 2011
Fonte: youtube

           

 

02.55/03.05... L'apice di una canzone bellissima

L'APPUNTAMENTO...
post pubblicato in pensieri al balcone, il 25 ottobre 2011

           

Ti svegli come tutte le mattine, con le abitudini e i rituali di tutte le mattine. Magari c’è anche un po’ di buonumore mentre ti ripeti nella mente l’agenda quotidiana: vedere tizio, parlare con caio, fare questo, fare quello...

E magari il buonumore aumenta pure, sapendo quello che ti aspetta in quel giorno. Ignorando però che quello è IL giorno da cui non si torna indietro.

Arrivi impreparato. Avresti voluto sistemare delle cose prima di questo giorno, avresti voluto dare, avresti voluto lasciare più memoria di te. Tanto meglio? Tanto peggio? Forse ti sei goduto a fondo gli ultimi momenti senza troppi pensieri.

Cosa cambiava se arrivavi preparato? Poco. Menate, sensi di colpa più di quelli necessari, paranoie e fisime senza godersi gli ultimi scampoli.

Il saluto agli amici, alle persone che ti vogliono bene.

Ecco qual è la principale differenza tra l’una e l’altra situazione.


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TARDI
post pubblicato in fattore mabuse, il 23 ottobre 2011

Il suono della sveglia, il pensiero di una giornata massacrante lì dietro l’angolo in attesa di sbriciolarti al primo errore...Suvvia cosa saranno 5MINUTI5 in più nel caro vecchio lettone caldo prima di affrontare queste fameliche insidie?

Ma sì, dimentichiamoci del mondo, noi siamo più importanti, veniamo prima noi del mondo, viene prima il nostro relax. E poi iniziare la jjuurrrnata un po’ più riposati può far solo bene...

 

Peccato che quei 5MINUTI5 di letto in più siano diventati 50MINUTI5O e tutto diventa un terrificante disastro: sei in ritardo su tutto, ti crolla il mondo addosso, il tempo è contro di te prendendoti in giro, vogliolamamma, non sai da che parte girarti, vorresti solo che la giornata finisse al più presto, ma proprio quella volta lì dura 40 ore invece delle solite 24. E quando finalmente finisce tutta questa messinscena che ti ha gettato nel baratro del ridicolo, ti rimane solo un piccolissimo e striminzito pensiero positivo...

 

In quei 50MINUTI50, però, ho dormito così bene...


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IL TEMPO E' MIO E DI DIO...*
post pubblicato in diario, il 21 ottobre 2011

         

(*citazione da GIORNI FELICI di Samuel Beckett)

Di certo non mi annoio.

5-6 ore di sonno per notte. Me le devo far bastare per forza. Rispetto a circa dieci giorni fa, il senso di vacanza sembra un lontano ricordo. Mi porto il lavoro a casa ma me lo gestisco nei modi e nei tempi che desidero io.

Gli impegni si sovrappongono un po’ ma riesco a controllare tutto: nuoto, libro da leggere (leeeeento), amici, il raccontanzo (sto scrivendo una cosa ma non so se sarà un racconto lungo o proprio un romanzo), il corso di improvvisazione (che brutta lezione ieri) devono inframmezzarsi con quelle pratiche che per un motivo o per l’altro mi devo portare a casa.

Solo oggi mi è venuta un po’ di ansia (un’ansia relativa...), perché temevo di non riuscire a portarmi al passo con le cose che dovevo fare. Invece alla fine sono riuscito a cionciliare un po’ tutto (forse tra poco riesco pure a leggere un po’ di libro).

Non so se sia qualcosa di tipicamente italiano questo farsi seghe mentali che impediscano di vivere come si deve nel presente.

Mi rendo conto che la fabbrica è entrata a pieno regime nella mia vita: i ritmi che ho nelle mie altre cosette si sono rallentati per concentrarsi di più sui meccanismi lavorativi.

Me ne sono accorto l’altro giorno. Per motivi di lavoro dovevo spostarmi in treno, e quale migliore occasione per portarmi avanti con il libro di adesso (il terzo volumne della trilogia della Pancol)? Ma ero distratto, stanco e non ho letto quella quantità di pagine che volevo. Ma che importa? Sempre meglio che non leggerlo.

Il tempo...Non bisogna pensarci troppo, altrimenti ti frega. Già io ne perdo in quantità industriale, se poi mi faccio fregare da queste paranoie è finita.

Piccoli passi, piccole cose, comunque risultati...


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SEARCH...
post pubblicato in ascoltando l'orizzonte, il 20 ottobre 2011
Fonte: youtube

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VORREI...
post pubblicato in fattore mabuse, il 16 ottobre 2011

           

Vorrei essere una telecamera onnisciente

·        per ritrovare rapidamente le cose che perdo senza perdere tempo;

·        per essere spettatore informato, e non personaggio disperato all’interno di un film;

·        per seguire il destino delle cose e delle situazioni, ma senza perdere il fascino dell’imprevisto;

·        per prevenire equivoci e non perdere quelle poche persone che meriterebbero di essere frequentate...

 

 

post in progress...


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NON HA PAURA...forse
post pubblicato in ascoltando l'orizzonte, il 13 ottobre 2011

Le lezioni di improvvisazione.

Quest’anno, frequento il corso per una sfida con me stesso. L’attesa della lezione comporta sempre un po’ di ansia e non la spensieratezza di un’attività che si fa nel tempo libero. Si tratta, però, di un’ansia accettabile, non di uno stato mentale che ti precluda qualsiasi sbocco al ragionamento.

All’inizio di quest’anno c’erano due elementi che mi turbavano: il primo è il classico B L O C C O da improvvisazione, il non avere idee al momento di andare in scena; il secondo è il nostro insegnante che è decisamente un nevroticone.

Non voglio cantare vittoria, dopo solo tre lezioni, ma la nevrosi del magister sembra molto più affrontabile dell’anno scorso. Non mancano certi atteggiamenti sarcastici del personaggio in questione, ma anche questi sono superabili, se uno si ricorda di essere intelligente.

Per quanto riguarda il ‘blocco’, basta R E S P I R A R E: quando si è in  due non è sempre necessario essere i primi a buttare l’idea. Al corso non c’è bisogno di gareggiare o primeggiare (anche se tra i miei compagni non mancano alcune primedonne): non sei sul palco con l’imperativo categorico di far ridere.

Ieri sera improvvisazione con salto temporale: la stessa storia, prima nel presente, poi nell’immediato passato, e poi in un futuro a breve termine. Ieri sera, in attesa di fare le tre scenette, ho capito che stava cambiando il mio approccio mentale: non si deve pensare troppo, bensì partire con la mente rilassata propensa ad accettare stimoli ed idee.

La mia compagna, dopo aver proposto un valido spunto, ha voluto strafare un po’ nella parte del futuro. Io invece mi son sorpreso a sollevarla di peso per portarla fuori scena: non so quale forza mi abbia spinto a farcela.

Potenza dell’improvvisazione o forza della disperazione?

 

La segonda ghe hai detto...


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NON HA PREZZO...
post pubblicato in diario, il 12 ottobre 2011

        

Sentirsi apprezzato da operai che lavoravano sotto di te qualche anno fa, e che il destino ha necessariamente portato a lavorare presso altre fabbriche.

Sentirsi rimpiangere pure da alcuni rappresentanti dei sindacati con i quali ho lavorato l’anno scorso e con i quali non lavorerò più per un po’. Nonostante certe litigate, con loro, si arrivava sempre ad uno straccio di mediazione.

Quest’anno si troveranno a che fare con alcuni miei colleghi la cui fama parrebbe discutibile.

Sentirsi rimpiangere dagli operai con i quali fino a ieri hai condiviso la frenesia delle chiusure semestrali di produzione.

Anche con loro la sorte pare non sia stata benevola.

Verrebbe da dire DOVEVATE PENSARCI PRIMA. Ma non è così. Il cambiamento ha coinvolto tutti. Me per primo. E non l’ho voluto io.

Comunque sia, tutto questo non ha prezzo.

Bisognerebbe studiare il modo per abbreviare l’intervallo di tempo tra la semina e il raccolto.


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