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signore e signori, ecco a voi il SILENZIO
Carissimo Blog...
post pubblicato in pensieri al balcone, il 24 novembre 2013

E’ tanto che non ti scrivo, eppure ti ho pensato. E per certi versi ti ho pure tradito.

Sono in una fase negativa o, per meglio dire, poco entusiasta. Il lavoro esiste, anche se stressa un po’, ma per lo meno esiste.

Mi trovo in una situazione ambivalente con il consiglio direttivo della mia azienda: da un lato sto cercando di far passare come linea aziendale (ma non alle mie condizioni) un’iniziativa commerciale che dovrebbe avere un ritorno di immagine per la fabbrica; dall’altro è lo stesso consiglio direttivo che a titolo esplorativo mi ha individuato per risolvere una situazione tutt’altro che facile in un altro reparto. Mi trattano come cittadino di serie B, ma appena c’è bisogno di tirar via castagne particolarmente roventi dal fuoco, quelli del consiglio direttivo chiamano me (il lavoro non mi spaventa). Al momento vedo tutto come iniezione di autostima (alla notizia, andavo in giro per i corridoi modello snoopy quando fa la danza del primo giorno di primavera). Non escludo di far presente tutto questo a tempo debito.

Cerco anche di distrarmi, giostrandomi tra quei pochi (ma BUONI) giri di amici che bazzico. OGGI MORDO mi riferisco anche a te.

A proposito di amici e di pensare positivo, dovrei riflettere su quanto successo ieri sera. Dovevo andare fuori Milano per assistere alla recita di un amico. Non posseggo navigatori né tomtom né simili aggeggi: googlemaps è la mia bibbia e devo dire che arrivo sempre dove voglio. Invece, ieri sera, qualcosa deve essere andato storto perché sono finito da tutt’altra parte. Mentre stavo tornando sconsolato a casa inforco una direzione che PER CASO mi porta verso la mia destinazione. Ho così visto l’amico e una serie di persone che non vedevo da tempo. Mi accorgo quindi di essere una persona che vive diverse sfaccettature di fortuna (anche inaspettata). Sono solo inutili e stupidi fantasmi che mi tengono lontano dal coltivarmi e godermi i frutti di questa buona sorte.

Mi distraggo anche con libri di narrativa. Mi sto accorgendo che sto eguagliando (fonte: ANOBII) il mio record personale di libri letti in un anno (=47).

Mi distraggo anche andando al cinema molto di più di quanto facessi l’anno scorso. Tutto questo è legato ad un progetto che sto seguendo con un amico (che sta diventando amico importante). Ma del progetto, forse, parlerò poi.

A proposito di film, consiglio VENERE IN PELLICCIA di Roman Polanski: dopo anni di carriera, il regista non sbaglia nemmeno questo colpo, realizzando una pellicola di tutto rispetto mescolando il teatro con il cinema.

Concludo con un OFF TOPIC. Di recente un vicino di casa mi ha passato un quadernetto moleskine (ma con altro logo) di dimensioni diverse rispetto alla norma. Questo tipo di regali mi fanno impazzire ma.. non so come riempire questo libretto: mi sembra banale scriverci sopra la lista della spesa o delle cose che devo fare nell’arco di 24/36 ore.

 

Bè, caro Blog, credo di averti aggiornato a sufficienza sulle cose che mi riguardano in questo ultimo periodo. Alla prossima.

Tenebrae


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permalink | inviato da Tenebrae il 24/11/2013 alle 7:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
la nostra vita di tutti i giorni, è QUI
post pubblicato in pensieri al balcone, il 1 ottobre 2013

Allegro non troppo - Bolero (1977) di Cartoonzof2006

Fonte: dailymotion

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permalink | inviato da Tenebrae il 1/10/2013 alle 19:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
è ancora settembre...
post pubblicato in pensieri al balcone, il 21 settembre 2013

Ho vissuto un’altra città, tra agosto e settembre.

Sarà stato il clima gradevole. Sarà stato il vedere gente che leggeva libri in ogni non-luogo (sulla panchina della fermata dell’autobus, a gambe conserte; durante un viaggio in metropolitana; nelle sale di aspetto di ogni dove): e i libri, anche quelli più sconosciuti, in mano a questa gente assumevano un’enorme importanza. Sarà stato il leggere camminando (senza commettere incidenti!). Sarà stato il solo camminare cercando il sole e non l’ombra. Sarà stata la ricerca del locale per una colazione diversa, o al bar improvvisato dopo una sessione di corti cinematografici. Saranno state le biciclette che rispetto agli altri anni mi sembravano di più e gli sguardi di chi le guidava: facce che volevano bene a se stessi, ma anche alla città. Sarà stata la musica in autoradio (ah! Se mi ha aiutato...) e il braccio fuori dal finestrino...

Probabilmente questi dettagli possono essere a portata di mano in qualsiasi momento dell’anno. Soltanto che in questo frangente devo essere stato abile a prendere il tempo giusto per fare le cose e per osservare certe sfumature all’apparenza futili. Quando dico prendere il tempo, alludo anche all’espressione inglese TAKE YOUR TIME.

Insomma, ho avuto la sensazione di riappropriarmi della città.

 

Il calendario sancisce la fine dell’estate, ma l’estate è ancora viva pur nella sua decadenza. Cerco di togliermi qualche sfizio anche se il termine è improprio. Camminare a casa a piedi nudi, o scendere a far la spesa con le infradito, PER ME, rappresentano un simbolo di libertà e di protesta verso la stagione opprimente che è alle porte. Sono un simbolo che cerco di godermi (oramai la sera bisogna chiudere le finestre...).

Il lavoro è ripreso abbastanza a pieno ritmo, con annessi e connessi, incazzature (e QUALI!) comprese. Forse il periodo fineagosto/iniziosettembre mi ha insegnato (fino a quando?) ad essere un po’ più lucido nelle piccole e grandi cose quotidiane. Contare fino a cinque, prima di dire o fare. Basta scavarsi una nicchia per se stessi. Con anche un po’ di sorriso per se stessi.

Vorrei riuscire ad essere costante in questo proposito.

 

Prendersi il tempo...e il gomito fuori dal finestrino.


Fonte: youtube

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permalink | inviato da Tenebrae il 21/9/2013 alle 18:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
ironia? sarcasmo? V E R I T A'???
post pubblicato in pensieri al balcone, il 14 gennaio 2013

Fonte: Youtube

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Bilanci? naaaa!!
post pubblicato in pensieri al balcone, il 5 gennaio 2013

Eccoci arrivati. Tra poco ci sarà il capolinea di queste vacanze. Bilanci? Naa... Roba triste, da invertebrati. Ho visto gente, fatto cose (e comprato libri). Rimangono alcune considerazioni da fare.

Il mondo è bello perché è vario o perché è avariato?

Ho notato che certa gente fa fatica a divertirsi. Per organizzarmi l’ultimo dell’anno mi è sembrato di affrontare le grandi manovre dell’esercito al fronte: volevo coinvolgere in una situazione alcuni amici che tra di loro non si conoscevano. Niente di che: una tranquillissima serata in casa fuori Milano (e nemmeno troppo distante da bauscia city). Boh... Invece di scegliere me, un po’ di gente ha preferito passare l’ultimo dell’anno in famiglia, con mamma e papà. Non è mia abitudine discutere scelte ed opinioni altrui (ehm... a volte mi capita). Capisco che forse la mia sia una fissazione e che il 31 dicembre sia una data come un’altra. E’ una sera come molte, ma è anche vero che è una sera dove non devi pensare all’ora in cui DEVI svegliarti l’indomani. In sostanza, SE FAI TARDI, NON E’ UN PROBLEMA.

Io? Alla fine ho passato l’ultimo con chi volevo io (b t w: grazie ancora Oggi Mordo), permettendomi pure l’afterhour.

E adesso? Ahimé, son già entrato nella logica della fabbrica: sono già con la mente rivolta ad alcune scadenze e quindi non mi sto godendo gli ultimi giorni di vacanza come vorrei (anche se adesso sto scrivendo seduto e comodo al tavolo di un bar).

Un’altra settimana di vacanza? Mmmh... Non mi sarebbe dispiaciuta (hehe).


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UNITED COLORS OF TENEBRAE
post pubblicato in pensieri al balcone, il 1 gennaio 2013

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VIGILIA
post pubblicato in pensieri al balcone, il 24 dicembre 2012

Nel periodo natalizio, in questo e negli anni scorsi, vedo alberi e decorazioni nei negozi, nelle abitazioni, nelle case dei miei amici. Bellissime costruzioni. Ma non mi hanno mai entusiasmato al punto da dover imitare tutto questo: abito da solo e non mi interessa trasmettere a nessuno il mio senso natalizio (che sinceramente non so nemmeno dove mi sia finito).

C’è poi un altro dettaglio. Se in alcuni aspetti della mia quotidianità sono tutt’altro che pigro, il discorso albero mi fa collassare dalla stanchezza al solo pensiero. Non tanto per la sua costruzione, ma per il suo disfacimento. Finite le vacanze, c’è una voglia di ricominciare che basta la metà, vero? Finita la festa, bisogna impegnare del tempo (molto) per rimettere TUTTO in ordine. Lasciando perdere l’eventuale fatica, scatta anche una malinconia pazzesca che fa peggio del discorso relativo alla conclusione delle feste. Io, quindi, evito.

Negli anni scorsi, appena ricevevo un regalo in anticipo sul Natale (magari era uno scambio effettuato con qualcuno nei giorni appena precedenti), lo aprivo subito. Devo dire che quest’anno invece (ma anche l’anno scorso, credo) i regali di alcuni amici e colleghi li ho lasciati impacchettati apposta: la sera del 24, al ritorno dalle libagioni paterne, c’è voglia di godersi un momento tutto proprio. Non m’aspetto che questi pensieri ricevuti mi consolino: sarebbe alquanto stupido affidare ad un oggetto un messaggio di conforto (molti lo fanno e ne rimangono delusi perché il regalo non soddisfa le aspettative). Il mio è un modo per continuare ad essere pensato.

A proposito di pensarsi, devo pensare IO a cosa regalarmi. Ci sarebbero miriadi di libri da acquistare, ma ho paura di ‘doppioni’: l’anno scorso ho rischiato grosso, con Mr. Gwyn di Alessandro Baricco. Quindi, meglio aspettare il 27 per passare in libreria.

E in tarda mattinata andrò a farmi travolgere (non imparerò MMMMAAAAIII) dal gorgo dei ritardatari sperando di farmi venire una qualche idea.


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due o tre cenni sul metodo
post pubblicato in pensieri al balcone, il 17 dicembre 2012

Il tempo fugge. Sento odore di 2004, momento antecedente ad un baratro da cui, meno male, sono venuto fuori. Il lavoro è molto, forse troppo.

Vantaggio: non mi annoio; faccio cose che in generale mi piacciono (lucky!).

Svantaggi(o): meno tempo per me; meccanismi che rischiano di gripparsi per sovraccarico di lavoro; ansia e paura di non riuscire; poco sonno.

Bè, il poco sonno è una conseguenza del volersi cercare spazi ‘ricreativi’ a tutti i costi: sono necessari, se non doverosi. C’è meno tempo per leggere, ma questo l’ho già detto...

Le cose da fare iniziano ad essere un po’ troppe però. Manca la necessaria serenità per affrontarle con la giusta logica: mentre ti stai occupando della pratica “x”, ecco che ti viene in mente che devi compilare il rapporto “y” entro termini brevi, per non dire che subentra anche il pensiero di una supervisione al controllo “z”... In ufficio, con fatica e sacrificio, mi sono costruito la nomea di una persona generalmente affidabile riguardo a compiti e scadenze: vivo nel terrore di dimenticarmi quel dettaglio che poi tanto dettaglio non è.

Ho una gran voglia di distrazione, di disimpegno, di tempo per me (e per i miei amici) che sia vero e non ritagliato stile origami.

 

E’ importante non avere fretta e dedicarsi comunque al F A R E. Poi è’ importante acquisire un ritmo (lavorare ballando? Uhmm...) nel portare a termine le questioni lavorative, in modo da avere una resa costante.

C’è molto da fare? Si fa, senza mettersi ad elucubrare ragionamenti capziosi che tolgono spazio per agire con calma.

 

Intanto, in questa settimana prenatalizia (devastante dal punto di vista lavorativo) ci sono un po’ di feste/cene/pranzi dove lasciarsi andare un po’ (soprattutto per la festa e la cena). Anche questi sono appigli, piani d’appoggio a cui pensare mentre naufraghi nella centrifuga delle cose da fare (spegneeetelaaaaa...)

Non c’è pericolo: la voglia di svago c’è ma non travalica mai dal momento che mi contraddistingue (per fortuna o purtroppo?) una certa dimensione socratica: si sbevazza, magari anche parecchio, ma senza oltrepassare il limite.


Era un po’ che non venivo al balcone per qualche pensiero programmatico. Lasciamo passare il freddo che poi proviamo anche a starci, sul balcone.

TEMPO
post pubblicato in pensieri al balcone, il 6 settembre 2012

 


Un copione di quest’estate per tutte le spiagge visitate: camminate sul bagnasciuga, esplorazione dei meandri, ritorno e quattrochiacchiere con il gruppo in merito alla fauna del posto, rivisitazione dei meandri per fotografarne le particolarità viste una mezz’oretta prima.


 

 

Trattandosi di spiagge che davano sull’Oceano Atlantico, le maree in breve tempo potevano cambiare uno scenario rendendolo meno originale, seppure sempre bello. Le foto scattate sono state comunque parecchie (forse anche troppe), ma rimane sempre lo scorno per non avere immortalato quelle specifiche immagini.



Sembra un innocuo resoconto di un momento della mia recente vacanza.

In realtà scrivo questo perché la cosa ha assunto un significato più ampio.

 

 

 

Vorrei trattare il tempo con meno superficialità: il tempo fornisce occasioni spesso irripetibili. Spesso non si valuta la reale importanza di queste e con aria di sufficienza si rimanda ad una prossima volta. Il fatto è che questa prossima volta si ripresenta solo ad alcuni fortunati.

 

   

 

 

Detta così sembra tutto molto categorico se non dogmatico. In realtà vorrei soltanto programmarmi nel saper leggere/ascoltare le opportunità che mi capitano.

 

 

      

 

Cavalcare CON il tempo, non CONTRO il tempo.

    


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permalink | inviato da Tenebrae il 6/9/2012 alle 9:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
MEMENTO
post pubblicato in pensieri al balcone, il 16 luglio 2012






E COSI’, DOPOTUTTO,(


SEI UMANO COME GLI ALTRI...

                                                   (B.S. Johnson)







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permalink | inviato da Tenebrae il 16/7/2012 alle 9:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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