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signore e signori, ecco a voi il SILENZIO
rivinCITTA'
post pubblicato in ascoltando l'orizzonte, il 2 novembre 2013

Fonte: youtube
ehm... unplugged!
post pubblicato in ascoltando l'orizzonte, il 25 ottobre 2013

Fonte: youtube

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DOVE ERAVAMO RIMASTI?
post pubblicato in ascoltando l'orizzonte, il 2 ottobre 2013

In questi ultimi tre mesi mi è capitato di leggere una bella ventina di libri. In alcuni casi ho riscontrato piacevoli sorprese (cfr. J.R. Moehringer con PIENO GIORNO oppure F. Muzzopappa con UNA POSIZIONE SCOMODA). Ho incrociato anche autori già assaggiati in precedenza, come Jonathan Coe ed il suo ultimo EXPO 58. Coe è da anni sulla cresta dell’onda, ma gli antichi estimatori della sua opera già con il libro precedente (I TERRIBILI SEGRETI DI MAXWELL SIM) dicevano che il suo stile fosse già scaduto. In sè, il libro non è male: è vero che, se paragonato alla precedente produzione, la sua qualità non è di primissima scelta.

Con EXPO 58 il discorso è diverso: già chi ha compilato la quarta di copertina dell’edizione italiana inganna il potenziale lettore affermando che si tratta di thriller esilarante (si ride poco; il thrilling c’è, ma sono ben altre le situazioni che incidono sul senso della storia). Inoltre, i personaggi, di solito ricchi di strati e sfaccettature,per quanto completi non sembrano all’altezza di altre figure create precedentemente. Per cui la lettura mi ha lasciato un po’ a metà.

Chi invece prosegue nel suo viale del tramonto è NICK HORNBY. Di recente è uscito un suo titolo molto curioso, TUTTI MI DANNO DEL BASTARDO. Ma facciamo un passo indietro. Ho apprezzato Hornby in ALTA FEDELTA’, UN RAGAZZO e NON BUTTIAMOCI GiU’, solo per citare alcuni dei titoli. Già in E’ NATA UNA STAR (penultima opera, almeno credo) c’erano avvisaglie di decadenza: la storia pur essendo curiosa e originale, era trattata in modo spiccio (l’edizione italiana non raggiungeva le 100 pagine). Nel caso del BASTARDO, la storia si mantiene sempre originale (un uomo subisce la vendetta della moglie ricevendo accuse tramite una rubrica periodica che appare su un giornale). Ma la trattazione è ancora più spiccia del precedente volume. Colpiscono poi alcuni puerili stratagemmi per rendere l’edizione più corposa (65 pagine totali!!!): margini larghi, interlinea doppia, pagine bianche tra un capitolo e l’altro.

Nick, ripigliati presto,eh?

Sempre parlando di vecchia guardia, segnalo Ian Mc Ewan con MIELE. Mc Ewan non è certo uno sprovveduto, e lo dimostra anche in questo libro, dove la voce principale è quella di una ragazza di poco più di vent’anni, che si trova a lavorare per una sorta di CIA inglese. L’autore non è avvezzo a blandire il suo lettore con leziosità o delicatezze. Non l’ho ancora finito. Ma a poco meno di cento pagine dal termine, posso dire che l’autore non ha perso le sue capacità narrative e la sua abitudine a trattare chi legge con carezze di pietra. Nelle ultime cento pagine le cose possono cambiare, e nulla mi vieterò di giudicarlo negativamente. Ma non giudicherò negativamente l’autore.

Plauso a J.K. Rowling, capace dopo sette libri di enorme successo, di sganciarsi da un filone che per lei poteva essere FACILE per passare a storie realistiche ambientate nel contemporaneo. Non mancano certe lungaggini nel raccontare: quelle che potrebbero essere divagazioni, sono in raltà parti accessorie fondamentali per il funzionamento della storia.

Sto aspettando al varco Jeffrey Eugenides: il suo LA TRAMA DEL MATRIMONIO mi ha lasciato molto perplesso dopo aver letto MIDDLESEX. Sono in attesa di dargli una prova d’appello, ma lui si deve sbrigare...

La dignità...
post pubblicato in ascoltando l'orizzonte, il 28 settembre 2013

Fonte: youtube


And I'm thinking
how pretty would be
to be here someday
on a ship call dignity...
traduzioni
post pubblicato in ascoltando l'orizzonte, il 5 settembre 2013

Sto leggendo un libro dal titolo IL MAESTRO DI CERIMONIE, scritto da un autore olandese, Arnon Grunberg. Il titolo italiano, altro non è che la traduzione del cognome del protagonista, Hofmeister. Il caso vuole che questo personaggio giochi un po’ questo ruolo inconsapevolmente, mai facendo riferimento al fatto che questa mansione fosse nel suo destino (cfr. il detto latino In nomine omen). Parlandone con un amico olandese, credevo di fare la mia bella figuretta citando come titolo proprio il cognome di questa persona. L’amico, oltre a non conoscere molto questo libro, cercando su internet mi ha detto che nella sua lingia il titolo è un altro.

Curiosando nel frontespizio, ho visto che l’opera in origine presenta il nome della figlia di quest’uomo: un cambio di prospettiva non indifferente. Mi mancano un centinaio di pagine alla fine (si divora...): secondo me il nome della ragazza messo a titolo sta a significare tutta una serie di ossessioni che ha il padre nei confronti della figlia, non ultimo il fatto che lui ne cerchi perennemente il consenso. Il titolo italiano, forse, vuol dare più risalto alla presenza, quasi invasiva nella storia, di Hofmeister: effettivamente, le sue azioni, le sue parole, le sue elucubrazioni, la sua perenne ricerca di piacere alla figlia, hanno un posto sicuramente di rilievo nell'insieme. Il titolo olandese, secondo me, evidenzia il personaggio della figlia come sorta di punto d’arrivo del romanzo, mentre invece, quello italiano (più azzeccato, secondo me), prende il padre come punto di partenza di tutta quanta l’azione, devianze e perversioni comprese.

Se non è domani, lo finisco sabato.

STRATAGEMMA
post pubblicato in ascoltando l'orizzonte, il 5 settembre 2013

La morte era nell’altra stanza

Aveva fame aveva sete

Avrebbe fatto strage.

Li ho fatti uscire dal palazzo

Con un cenno, con un gioco

Avrebbero assaporato

Il profumo dell’indomani.

 

Fuori l’ansia, fuori il pericolo:

“sulle tue spalle

dormono

città di amici”.


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permalink | inviato da Tenebrae il 5/9/2013 alle 10:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
MA PASSA PER IL BUIO...
post pubblicato in ascoltando l'orizzonte, il 2 settembre 2013

Fonte: youtube
poesie
post pubblicato in ascoltando l'orizzonte, il 26 agosto 2013





Anche in questo angolo di mondo

Il mare

Restituisce a Cenerentola

La sua scarpetta.

Con una carezza d’acqua

Le avvoge la caviglia

E la rende più splendente della fiaba

 

**  **  **  **  **

 

Dopo la tarantella con la Morte

Ecco le danze oceaniche

A pelo d’acqua.

Come domano le onde questi passi

Come fondono cielo e mare all’orizzonte

Schizzi d’onde

Schizzi di diamanti ad ogni sincronia

Godiamoci questo spettacolo.

Diventerà utopia

Trovar gli eredi di questa tradizione

Trovar gli estimatori

Trovar gli spettatori

Di questo folklore lontano.


 



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permalink | inviato da Tenebrae il 26/8/2013 alle 11:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
BALLARE
post pubblicato in ascoltando l'orizzonte, il 22 agosto 2013


Ballare

Davanti all’oceano

Sulla sabbia tigrata

E quando ti ricapita

Nessuno ti conosce

Nessuno sa chi sei

E ti lasci andare



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TRIBUTES
post pubblicato in ascoltando l'orizzonte, il 7 agosto 2013

Prima che la piattaforma del Cannocchiale si inabissi per imprecisati motivi e per chissà quanto tempo, è necessario che io sottolinei alcuni dettagli.

Sarà un caso, ma l’ascolto della canzone GET LUCKY (Daft Punk) nel corso del mese di luglio ha portato fortuna a me e a certe situazioni che mi stavano a cuore.

Sarà un caso, ma voglio credere che mio padre (a proposito: sembra che abbia fatto SOLO una faticosa –ma rinvigorente- passeggiata in montagna) sia andato sotto i ferri con meno ansia grazie ad un libro che gli ho lasciato non appena ricoverato (“Il giallo di via Tadino” – Dario Crapanzano, ndr): la vicenda è ambientata negli anni ’50 in alcune zone di Milano dove lui ha vissuto infanzia ed adolescenza.

Per la vacanza, la cui partenza è dopodomani, ho deciso di portarmi un libro (anche se credo che avrò tempo di leggere solo in aereo) il cui titolo mi pare beneaugurante: “Finché c’è prosecco c’è speranza” di Fulvio Ervas.

Spero soprattutto di staccare come si deve, soprattutto da c.c.s.: mi sembra di essere come in Matrix, perché ormai vedo le combinazioni del gioco in qualsiasi aspetto della mia realtà quotidiana (bè, adesso esagero un  po’).

Off topic #1: ieri siamo andati a trovare mio padre in ospedale con mia madre (i miei son separati dal 1976 e divorziati dal 2000 o giù di lì). Non che la cosa mi emozionasse, anche se l’atmosfera era veramente gradevole e spensierata. Ma mi ha fatto capire un’altra volta la mia fortuna sul lungo termine: una separazione/divorzio non è mai uno scherzo, ma grazie alla loro intelligenza e sensibilità la cosa è stata vissuta con meno disagi.

Off topic #2: la commessa della libreria dove vado più spesso, non so se per reale condivisione o per sottile vendetta (le chiedo notizie di titoli sempre più assurdi) mi ha proposto ed invitato a comprare un libro curiosissimo: “Del profumo dei croissants caldi e delle sue conseguenze sulla bontà umana”. Praticamente è un  libro su dilemmi e rompicapi che potrebbero capitare (l’autore, si vede, aveva tempo da perdere).

 

Carissimi lettori, palesi e nascosti, ci si rilegge nell’ultima decade di agosto (non so se avrò tempo di programmare qualche post per la mia assenza).




Fonte: youtube

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permalink | inviato da Tenebrae il 7/8/2013 alle 8:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
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