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signore e signori, ecco a voi il SILENZIO
E INVECE...
post pubblicato in diario, il 9 agosto 2011

Anni fa, collaborando con un ufficio stampa, imparai con scetticismo una specie di legge editoriale. Quando si compone un articolo, una pagina, ecc, è sempre meglio creare stacchi editoriali e capoversi. Questo stratagemma servirebbe, mi si diceva, a non far cadere l’attenzione del lettore. Con una pagina perfettamente allineata sia a destra sia a sinistra, il lettore sarebbe meno coinvolto.

Boh pensavo la solita bufala… Se c’è sostanza in una pagina la veste grafica è secondaria…

 

E invece…

 

Leggendo City di Alessandro Baricco mi sono accorto di quanto questa asserzione avesse anche un minimo fondamento di realtà.

Il libro presenta una vicenda principale su cui l’autore, con una tecnica a metà tra Proust (la famosa Madeleine) e l’urlo della coscienza di Joyce, innesta altre storie secondarie o parallele.

Queste ulteriori storie sembrano strutturate alla quotidiana: molte virgole e pochi punti. Quindi, messi su carta, i periodi risultano molto lunghi e dispersivi. E soprattutto sono numerose le pagine completamente riempite, senza pause, perfettamente incolonnate.

Mi dispiace dirlo, ma in certe parti si respirava N O I A…

Nel testo non mancano alcune genialità alla Baricco e pure alcuni spunti interessanti. Ma nel complesso la lettura risulta pesante.

L’autore ha scritto opere ben più ‘difficili’ (Castelli di rabbia e Oceano Mare, bellissimi): ma evidentemente qui non è stato così facile organizzare le carte da gioco di questo racconto.


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permalink | inviato da Tenebrae il 9/8/2011 alle 9:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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