.
Annunci online

signore e signori, ecco a voi il SILENZIO
DOVE ERAVAMO RIMASTI?
post pubblicato in ascoltando l'orizzonte, il 2 ottobre 2013

In questi ultimi tre mesi mi è capitato di leggere una bella ventina di libri. In alcuni casi ho riscontrato piacevoli sorprese (cfr. J.R. Moehringer con PIENO GIORNO oppure F. Muzzopappa con UNA POSIZIONE SCOMODA). Ho incrociato anche autori già assaggiati in precedenza, come Jonathan Coe ed il suo ultimo EXPO 58. Coe è da anni sulla cresta dell’onda, ma gli antichi estimatori della sua opera già con il libro precedente (I TERRIBILI SEGRETI DI MAXWELL SIM) dicevano che il suo stile fosse già scaduto. In sè, il libro non è male: è vero che, se paragonato alla precedente produzione, la sua qualità non è di primissima scelta.

Con EXPO 58 il discorso è diverso: già chi ha compilato la quarta di copertina dell’edizione italiana inganna il potenziale lettore affermando che si tratta di thriller esilarante (si ride poco; il thrilling c’è, ma sono ben altre le situazioni che incidono sul senso della storia). Inoltre, i personaggi, di solito ricchi di strati e sfaccettature,per quanto completi non sembrano all’altezza di altre figure create precedentemente. Per cui la lettura mi ha lasciato un po’ a metà.

Chi invece prosegue nel suo viale del tramonto è NICK HORNBY. Di recente è uscito un suo titolo molto curioso, TUTTI MI DANNO DEL BASTARDO. Ma facciamo un passo indietro. Ho apprezzato Hornby in ALTA FEDELTA’, UN RAGAZZO e NON BUTTIAMOCI GiU’, solo per citare alcuni dei titoli. Già in E’ NATA UNA STAR (penultima opera, almeno credo) c’erano avvisaglie di decadenza: la storia pur essendo curiosa e originale, era trattata in modo spiccio (l’edizione italiana non raggiungeva le 100 pagine). Nel caso del BASTARDO, la storia si mantiene sempre originale (un uomo subisce la vendetta della moglie ricevendo accuse tramite una rubrica periodica che appare su un giornale). Ma la trattazione è ancora più spiccia del precedente volume. Colpiscono poi alcuni puerili stratagemmi per rendere l’edizione più corposa (65 pagine totali!!!): margini larghi, interlinea doppia, pagine bianche tra un capitolo e l’altro.

Nick, ripigliati presto,eh?

Sempre parlando di vecchia guardia, segnalo Ian Mc Ewan con MIELE. Mc Ewan non è certo uno sprovveduto, e lo dimostra anche in questo libro, dove la voce principale è quella di una ragazza di poco più di vent’anni, che si trova a lavorare per una sorta di CIA inglese. L’autore non è avvezzo a blandire il suo lettore con leziosità o delicatezze. Non l’ho ancora finito. Ma a poco meno di cento pagine dal termine, posso dire che l’autore non ha perso le sue capacità narrative e la sua abitudine a trattare chi legge con carezze di pietra. Nelle ultime cento pagine le cose possono cambiare, e nulla mi vieterò di giudicarlo negativamente. Ma non giudicherò negativamente l’autore.

Plauso a J.K. Rowling, capace dopo sette libri di enorme successo, di sganciarsi da un filone che per lei poteva essere FACILE per passare a storie realistiche ambientate nel contemporaneo. Non mancano certe lungaggini nel raccontare: quelle che potrebbero essere divagazioni, sono in raltà parti accessorie fondamentali per il funzionamento della storia.

Sto aspettando al varco Jeffrey Eugenides: il suo LA TRAMA DEL MATRIMONIO mi ha lasciato molto perplesso dopo aver letto MIDDLESEX. Sono in attesa di dargli una prova d’appello, ma lui si deve sbrigare...

Sfoglia settembre        novembre
calendario
rubriche
tag cloud
links
cerca