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signore e signori, ecco a voi il SILENZIO
niuuuuentriiiiiiss!
post pubblicato in ascoltando l'orizzonte, il 24 ottobre 2012

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LE HO MAI RACCONTATO DEL VENTO DEL NORD?
post pubblicato in ascoltando l'orizzonte, il 13 luglio 2012

di Daniel Glattauer

Se uno pensa che scrivere un (breve) romanzo epistolare nel XXI secolo sia cosa anacronistica, si sbaglia di grosso. Sì, certo, occorre aggiornarsi. Perché qui non si parla di posta ordinaria, ma di POSTA ELETTRONICA. E allora tutto acquisisce originalità e spessore.

Due emeriti sconosciuti si trovano a corrispondere per una fatalità. E' bella l'evoluzione di questo rapporto: timidezza ed impaccio iniziali lasciano a poco a poco lo spazio ad una crescente confidenza. Ed è un gioco pure divertente fin quando i due non aprono un dibattito che riempie metà della vicenda: vedersi e rovinare/deludere il 'mistero', o non vedersi e continuare in questo gioco di 'sguardi informatici'? Se da un lato la questione risulta verosimile, dall'altro la lungaggine nella quale i protagonisti alternano dubbi ed insistenze fa chiudere in se stessa la vicenda (unica pecca del libro). Verrebbe da dire che l'autore si sia fregato con le sue stesse mani e non sappia risolvere la circostanza.
Finché...

Lettura rapida, spigliata, con una struttura che aiuta molto a procedere velocemente. Ma guai a definirlo un libro-fiammifero (si legge in un giorno/giorno e mezzo): alla fine questo libro ti lascia qualcosa.

 


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permalink | inviato da Tenebrae il 13/7/2012 alle 10:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
KRYSTOF
post pubblicato in ascoltando l'orizzonte, il 19 febbraio 2012

Prosa secca, istantanea. Due o tre parole, e subito la scena è agghiacciante, drammatica, dura.

Due gemelli, Claus e Lucas, una cosa sola, costretti a crescere prima del tempo; costretti a conoscere crudeltà fisiche e mentali in un’età dove dovrebbe dominare il gioco.

Due gemelli, Claus e Lucas, una cosa sola.

Se non c’è il dolore, c’è la malinconia.

Se non c’è la malinconia, c’è il disgregarsi degli affetti.

Due gemelli, Claus e Lucas, una cosa sola, che loro malgrado devono stare a tu per tu con il lato oscuro della vita. E per aumentare la dose di tristezza, ad un certo punto uno dei due fratelli deve sparire.

La terza menzogna, ultima parte della trilogia, dovrebbe sciogliere i nodi, Invece spariglia tutte le carte in tavola: Claus è l’anagramma di Lucas. Ma si è trattato davvero di due gemelli? Chi è sparito, Lucas o Claus?

La risposta che ci attende nell’ultima parte, si trasforma nell’approdo ad uno stato di rassegnazione irreversibile.


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permalink | inviato da Tenebrae il 19/2/2012 alle 10:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
ASPETTATEMI...
post pubblicato in ascoltando l'orizzonte, il 14 gennaio 2012








OFF TOPIC: GANZA la mia nuova macchinetta fotografica.

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permalink | inviato da Tenebrae il 14/1/2012 alle 16:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa
LA PIETRA, LA CARTA, LA FORBICE
post pubblicato in ascoltando l'orizzonte, il 19 settembre 2011

           

LE CORREZIONI – Jonathan Franzen

Now quoting il capitolo dedicato alla vita coniugale di Gary e Caroline. Sembra vero, reale. Ripicche, sotterfugi, piccole azioni subdole sembrano prese pari pari dalla vita quotidiana di una famiglia. Ma questa “perfezione descrittiva” è ravvisabile anche in molte altre parti del libro, dove le dinamiche familiari sono messe in evidenza prima di ogni altra cosa.

Chi è il più forte? Tutti e nessuno: dipende da come si incontrano/scontrano i personaggi della storia; dipende da come si usa la diplomazia all’interno della famiglia. E dove sei forte con qualcuno, sei debole con qualcun altro. Ma anche viceversa: Caroline, per sfinimento, convince il marito a ritenersi un debole per mezzo anche di sottili ricatti; Gary per compensare questo cerca di fare il forte, il duro con altri famigliari.

E alla fine ci si accorge che l’educazione è sì fondamentale, ma la realtà finisce per correggere e aggiustare in qualche modo i precetti ricevuti.

Qua e là sono presenti alcune lungaggini, non proprio necessarie alla storia, ma necessarie a comprendere la dinamica del suo insieme.


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PREVEDIBILMENTE GODIBILE...
post pubblicato in ascoltando l'orizzonte, il 16 settembre 2011
           

LA SFURIATA DI BET – Cristian Frascella

 

 

Con questo titolo, l’autore sembra aver trovato una sua nicchia utilizzando ancora una volta il mondo dei teen-agers come soggetto principale della sua opera.

Tutto è raccontato attraverso la voce di Bet e attraverso la sua prospettiva. Punto a favore: non è sempre facile per un autore uomo vedere le cose da un punto di vista femminile.

Per quanto ben strutturata e molto scorrevole, la storia non offre spunti nuovissimi: Bet è figlia di genitori separati; ha un rapporto burrascoso con la madre (che si è portata in casa un compagno); ha un rapporto col padre dapprima positivo, poi negativo; c’è carenza di rapporti interpersonali con i coetanei; ultimo ma non ultimo, un amore non rivelato e quindi non corrisposto.

Le pagine scorrono rapide, al punto che diventi anche un po’ complice di Bet, ma...

Da sempre, che sia un film o un libro, sono fautore di una narrazione suggerita, soprattutto nei finali. Il nondetto lascia uno spazio alla fantasia del lettore, uno spiraglio alla sua fantasia per permette un po’ anche a lui di concludere la storia.

Narrazione suggerita, nondetto, lasciare in sospeso: qui si esagera decisamente non concludendo nemmeno apparentemente alcuni dettagli accessori della storia.

A mio parere, “I sette piccoli sospetti” rimane l’opera migliore dell’autore grazie alla sua coralità e alla freschezza dei sette protagonisti.


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LA VITA CHE CONTINUA...
post pubblicato in ascoltando l'orizzonte, il 4 settembre 2011

IL CENTENARIO CHE SALTO’ DALLA FINESTRA E SCOMPARVE

(Jonas Jonasson)

 

Due rette parallele si incontrano solo all’infinito.

Questa definizione potrebbe spiegare la struttura del libro che procede, attraverso alcuni parallelismi: da una parte il dipanarsi del presente; dall’altra una serie di flash-back che spiegano la vita del protagonista dalla nascita al tempo presente. Per quanto divertente ed ironico, vedere Allan Karlsson che instaura rapporti confidenziali con le più importanti figure politiche del 900 è qualcosa di già visto/sentito.

Parlando di struttura, la trama potrebbe essere una specie di cerchio: laddove tutto sembra finire, sembra avere un sigillo conclusivo, ecco che magicamente rimette in moto vita pensieri e ragionamenti, come la prima volta.

In mezzo a queste bizzarre vicende passate e presenti, si coglie comunque una morale interessante: qualunque sia la tua età, devi continuare a vivere coltivando i tuoi interessi e quello che ti piace, evitando di tirarti addosso seccature gratuite.

La vita non finisce mai.

La vita non deve finire mai.

Dipende da te e dal tuo spirito interiore.


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veloce...TROPPO!
post pubblicato in ascoltando l'orizzonte, il 19 agosto 2011

IO E TE – Niccolò Ammaniti

 

 

Scritto bene. Si legge bene.

Intriga bene,ma...

Ammaniti dimostra una volta di più di saper conoscere il mondo degli adolescenti rappresentando un ragazzo dalle caratteristiche molto verosimili.

Lorenzo, attraverso quello che dice e fa, 'esce' dal libro in modo concreto. Il personaggio della sorellastra Olivia invece rimane troppo nella nebbia. L'idea di infondere mistero su di lei poteva essere corretto. Alla fine, però, il non delinearla meglio non rende giustizia ad una storia che era partita bene. In sostanza, la trama racconta una convivenza più o meno forzata e a tempo determinato tra questi due ragazzi, facendoli riavvicinare. Finito questo breve periodo, praticamente finisce anche la storia. La figura di Olivia meritava qualche dettaglio in più.

Oltre a questo, non si capisce come mai ci sia un 'buco' di 10 anni. I due si incontrano nel 2000, e la vicenda finisce nel 2010: ma possibile che in quegli anni i due fratellastri non si siano mai cercati almeno una volta?? Peccato: il racconto (romanzo??!!) poteva 'graffiare' molto di più


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QUE VIVA ESPANHA
post pubblicato in ascoltando l'orizzonte, il 3 giugno 2011

APERTO TUTTA LA NOTTE – David Trueba

 

Libro godibilissimo che narra la saga di una famiglia.

Verosimile in alcuni momenti, con tutte le situazioni di incomunicabilità (e di casino) che possono capitare in una famiglia numerosa.

Surreale in altre occasioni, come la presenza di un dottore che, per risolvere i problemi di alcuni componenti della famiglia, pianta una tenda nel loro giardino: lì avrà modo di applicare le sue terapie.

Surreale anche nei personaggi, ma non mi soffermo, perché altrimenti direi troppo.

Sentimentale lungo tutta la vicenda, perché ogni personaggio rappresenta una fascia d’età. E per ogni fascia d’età ci sono i mille volti dell’amore: infantile, adolescenziale, dongiovannesco, romantico, razionale, consolatorio.

Il finale è drammatico, struggente, ma nell’unità della famiglia, il romanzo sviluppa un suo ottimismo.

 

Se conoscessi Pedro Almodovar, gli chiederei per quale motivo sta aspettando così tanto tempo per trarre una sceneggiatura da questo libro: la storia è sicuramente nelle sue corde.


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