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signore e signori, ecco a voi il SILENZIO
LA MIA RIVINCITA (incittàincittàincittà...)
post pubblicato in diario, il 10 novembre 2012
Surclassare uno dei migliori attori del tuo gruppo di improvvisazione. Non lasciargli spazio in scena, il tempo di respirare. Far vedere che il proprio personaggio è pieno di risorse in ogni momento dello sketch. Non permettere al suo personaggio il contrattacco. Concludere l’improvvisazione al top, senza perdere il mio personaggio.


Al di là della mera soddisfazione, momentanea ed infantile (che comunque ha il suo perché in quanto l’altro attore è spesso saccentello...), la situazione di ieri sera mi ha rimesso un po’ in pace con il mondo dell’improvvisazione. Certo, molti dettagli e sfumature son da rivedere: ero un po’ troppo monolitico, ostentando di più quello che è il mio atteggiamento rispetto a quello che doveva essere di competenza del personaggio.

Ma resta il fatto che ho proposto un’idea che sono riuscito a gestire anche con una certa irruenza, rendendo il mio compagno di corso alla stregua di comparsa.

Ne è venuto fuori un entusiasmo che... questa mattina è sfumato in fabbrica con molta rapidità. La colpa? Un’azione congiunta di stupidità (operai) e burocrazia (consiglio amministrativo). Ma è inutile farne un dramma quando capita che stupidità e burocrazia siano sinonimi.

E’ una legge inesorabile, è la regola di un altro gioco.

Godiamoci questa canzone che è parzialmente in topic.

 


Fonte: youtube

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permalink | inviato da Tenebrae il 10/11/2012 alle 0:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
TEATRI
post pubblicato in ascoltando l'orizzonte, il 24 settembre 2012

U N O

E arrivò il momento della verità per il musical.

L’atmosfera era abbastanza tesa, ma dopo un po’ la cosa si è abbastanza stemperata (senza comunque sciogliersi del tutto). E così ho visto in prova tutta la messinscena: lo spirito e l’affiatamento non erano affatto male. Ed anche le canzoni, cantate direttamente dagli attori, risultavano molto gradevoli. Ma non solo: c’era molta naturalezza nei gesti e nella recitazione delle battute. Lo spettacolo non è per niente facile da mettere in scena, ma nel complesso risulta abbastanza impostato, anche se rimane ancora molto da affinare per la prima di gennaio.

Insomma si va avanti (anche se per impegni pregressi dovrò saltare diverse prove). Insomma sembra che la sfuriata dell’attore tuttofare abbia pagato. Chissà fino a quando...

 

D U E

Come un primo giorno di scuola. Rivedere vecchi compagni: vecchi livori, saggi sostegni. Non rivedere l’uomo tsunami. Ed eccoci subito in pista: una musica, un cerchio, un centro che balla. E tutti intorno a muoversi, seguendo una parte del corpo del centro.

Mancava l’uomo tsunami: lo si è capito dai movimenti fluidi di tutti. Per lo meno lo erano i miei movimenti.

Mancava l’uomo tsunami: sembrava lo avessero sofferto tutti, anche quelli che l’anno scorso facevano soffrire. E ancora una volta, questi ultimi hanno messo in luce la loro ipocrisia.

E in attesa di Harold e dei suoi canovacci, ho scrollato via di dosso qualche stereotipo rancido. I sassolini dalle scarpe, un’altra volta.

Harold, ti aspettiamo, non deluderci: scegli i migliori, ma comunque scegli anche me, pure se non sono bravo.


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permalink | inviato da Tenebrae il 24/9/2012 alle 22:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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