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signore e signori, ecco a voi il SILENZIO
e va beh, allora ditelo...
post pubblicato in fattore mabuse, il 25 agosto 2013

Doveva essere la settimana del ‘recupero’, del disimpegno, del relax pre ufficio, e invece...

Giovedì, nel tardo pomeriggio, ho accompagnato mia madre al pronto soccorso per quello che prima era stato diagnosticato come lieve ictus, e che poi invece sembrerebbe un piccolo attacco ischemico (per non farmi mancare nulla, nello stesso pomeriggio qualche simpatico vandalo ha pensato bene di spaccare il deflettore anteriore della mia auto nel parcheggio della piscina). Ancora una volta ero lì al momento giusto: magari è una semplice coincidenza, magari no. In questi giorni sono solo a Milano: mio fratello e mia cognata (dei cui gatti mi devo preoccupare in questi giorni) sono in montagna e tornano stasera. L’attesa in pronto soccorso è stata abbastanza lunga e leggermente snervante: tra una cosa e l’altra ne sono uscito alle 21. In macchina, mentre stavo andando a fare tappa dai gatti, ero in balìa degli eventi: benché il peggio per mia madre fosse passato, non mi sentivo proprietario del mio tempo. Inoltre non ritenevo ‘giusto’ il fatto che, non avendo ancora riassorbito il colpo dell’operazione paterna (è stato dimesso meno di un mese fa, sta benissimo), il fulmine colpisse ancora nello stesso posto.

Ma la cosa è durata poco. Le cose stavano andando bene: ho ragionato sul fatto che le situazioni si possono sempre riparametrare.

Quella sera dovevo vedere alcuni amici: li ho visti lo stesso, anche se più tardi rispetto a quanto avevamo previsto. Ma lihovisti. L’indomani avrei avuto una serie di cose da fare su più fronti, e mi sono portato un libro da leggere nel caso in cui, in giro, avessi avuto una pausa anche solo di 10 minuti.

Ho pensato che in questi vortici mostruosi sia fondamentale distrarsi, ritagliandosi anche pochi minuti per sè. Venerdì, appunto, mentre mi aggiustavano il vetro dell’auto, avevo il mio libro: d’accordo, era più bello avere la possibilità di leggere 40 pagine al posto di 10. Ma intanto sono riuscito a fare qualcosa anche PER ME. Devo dire che poi, le fatiche della giornata sono state portate a termine sorridendo in modo abbastanza spontaneo.

Lo so, può sembrare la saggezza dei baci perugina, però ho capito che la distrazione costruttiva in questi casi è fondamentale.

Se le cose fossero andate peggio, sarei stato capace di formulare gli stessi ragionamenti? Non ho idea, e non ci voglio pensare (stiamo nel presente). E poi è ora di capire che è il mio turno di fare il genitore dei miei genitori, cercando, laddove fosse possibile, di viziarli anche un po’. Anche se con mia madre, questo, è diffficilisssssssimoooo!!!


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quando si dice IL CASO...
post pubblicato in fattore mabuse, il 23 agosto 2013
E’ stato il momento finale del viaggio. E questo mi ha dato buonumore.

Sceso dall’aereo, sono andato nella zona di ritiro bagaglio. Il nastro dove dovevo attendere ospitava le valigie di ben tre voli. L’attesa è stata snervante (unito al fatto che avevo dormito poco causa orari volo messi malissimo).

Mentre aspetto, sono incuriosito da una scatola di cartone. La scatola passa e ripassa più volte. La curiosità è tanta che a un certo punto la prendo in mano e... C’è scritto il nome di una ragazza che conosco! Mi ringalluzzisco, anche perché so che questa ragazza era in Giappone con una mia amica e un gruppo di persone.

Sarebbe buffo trovarsi tutti insieme a Malpensa.

Sarebbe bello sperare in un passaggio auto.

Sarebbe bello non dover aspettare ANNNNI il Malpensa Express e tornare a casa in tempi relativamente brevi.

 

In attesa della mia borsa, faccio un giro in zona, ma non vedo nessuno di noto. Sul cellulare ho una sola tacca di batteria, che dovrebbe servire a mandare un sms al fratello, a fare una chiamata al papà e una alla mamma. Ma io sono tipo da farmi gli affari miei? Naaaa.

Mando un sms alla mia amica spiegandole in sintesi la circostanza (strano che sia riuscito ad essere sintetico, ndr). Lei mi risponde dicendomi di essere ancora in Giappone e che la suddetta ragazza è ritornata il giorno prima. Intelligentemente, l’amica mi fornisce il numero per chiamare la proprietaria della scatola di cartone e chiarire tutto. Faccio la telefonata e scopro di essere l’uomo giusto al momento giusto: non solo la ragazza è effettivamente proprietaria di quel pacchetto (il cui imballaggio per l’imbarco, mi spiega la tipa, ha avuto una storia che Guerra e Pace a confronto sembra un pensierino delle scuole elementari), ma mi dice che il pacchetto era pure un regalo per il padre, e il fatto che questo ‘collo’ non fosse arrivato a destino le aveva fatto perdere qualsiasi speranza per il reperimento.

Una volta tanto la curiosità non è stata deleteria a nessuno.

Una volta tanto non farsi gli affari propri ha portato del bene...


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permalink | inviato da Tenebrae il 23/8/2013 alle 8:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
Eh, però ci pensi...
post pubblicato in fattore mabuse, il 22 giugno 2013

Mio padre.

Gioie e dolori. Qualunque cosa sia successa, qualunque cosa sia stata detta/fatta, non lo cambierei con il papà di nessuno (che incipit da libro cuoreee...). Già ho avuto modo di dire come la nostra famiglia abbia fatto un patto con il diavolo: nonostante tutto, siamo tutti in (abbastanza) gran forma e non dimostriamo l’età che abbiamo.

Mio padre, dicevo.

In tempi recenti, in vista della sua solita trasferta estiva in toscana con la sua donna, ha deciso di fare check up di tutti i tipi (anni 77, direi che abbia agito saggiamente). Man mano mi aggiornava sull’esito di questi, dicendomi non solo che tutto era a posto, ma anche che i medici si complimentavano per l’esito.

Ma anche il più bravo concertista, nonostante l’esperienza, nonostante la concentrazione, può sbagliare una nota.

 

L’altro giorno, mi ha detto che da un controllo fatto risulta che la sua aorta sia più grande del normale: potrebbe trattarsi di un aneurisma. A metà luglio deve fare una T.A.C. per capire esattamente la natura di questo “sbaglio”. Sia un’inezia, sia un problema serio, sta di fatto che dovrà essere sottoposto COMUNQUE ad un’operazione a cuore aperto.

I medici non sono stati ansiogeni. Hanno detto che fino a luglio la vita deve continuare così come sta continuando adesso. Solo senza particolari sforzi.

Vivere il presente è sempre una ricetta importante.

Non mi mancano i pensieri, le persone e le cose per vivere il presente, per distrarmi del presente, e per distrarmi nel presente.

Però un pensiero a tutto questo ci va sempre (senza perdere il sonno, intendiamoci).

La notizia è della settimana scorsa, e ancora non ho sentito mio fratello al riguardo. Potrebbe essere un motivo per sentirsi un po’ di più fratelli.

 


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permalink | inviato da Tenebrae il 22/6/2013 alle 9:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
UBRIS
post pubblicato in fattore mabuse, il 20 giugno 2013


 

Pirandello ci insegna che a questo mondo le verità sono molteplici. Si potrebbe azzardare che ad ogni individuo corrisponda una singola verità.

Ma perché questo mondo possa essere il migliore dei mondi possibili mancano alcuni dettagli fondamentali.

Pochissimi accettano l’esistenza, o meglio, la veridicità di questa affermazione. La verità, per molti, è una ed una sola. Guai a chi la pensa diversamente (ma il R I S P E T T O?).

Ma non solo.

Per questi molti di cui sopra, la verità di cui si fanno espressione diviene quasi VERBO, verbo da non profanare, postulato che quindi non necessita di dimostrazione o confutazione. Basta avere un po’ di capacità eloquenti, una personalità appena un po’ carismatica e ti vengono dietro in molti.

La tua opinione (= VERITA’) può essere anche di pessima qualità. Se appena le tue argomentazioni a suo supporto sono F O R T I vedi quanta gente passa dalla tua parte (che bello, eh?).

Perché esistono anche molti indecisi che si accodano alla massa che segue il più forte. Forse per pigrizia. Forse anche per ignoranza.

E non seguire l’opinione del più forte a volte può creare qualche disagio, qualche emarginazione. Se tu sei quello che non la pensa come il gruppo la stima nei tuoi confronti sicuramente decade.

 

Sono contento di essere una voce fuori dal coro. Mi fa male non essere preso sul serio dagli altri nel momento in cui dico/faccio/decido qualcosa: se dico/faccio/decido qualcosa, lo faccio a ragion veduta.

Un mondo che va avanti non sul confronto o il dibattito ma sullo SCONTRO e sull’offesa (eccerto: se non segui l’opinione del più forte sei pure stupido).


Ma un po' di autoironia?

..doesn't have to be serious...


Fonte: youtube

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THE GREAT ESCAPE?
post pubblicato in fattore mabuse, il 1 maggio 2013
 


Chiedere

Alla gente con le cuffie

Chemusicascolti?

Chiedersi sempre in quale dei mondi migliori

È possibile la fuga

Chiedere alle persone

Come un sondaggio

Se vale la pena scappare

Nel proprio universo interiore

Chiedere agli amici

Se le vecchie emozioni

Funzionano ancora

Se è ancora questo il migliore dei mondi possibili.


MAGARI...
post pubblicato in fattore mabuse, il 14 aprile 2013
gli occhiali da sole
la primavera vera
i pensieri tra parentesi
e la speranza di dire
ancora una volta
il ritornello di questa canzone...




Fonte: youtube

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permalink | inviato da Tenebrae il 14/4/2013 alle 16:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
I'VE BEEN WASTING MY TIME
post pubblicato in fattore mabuse, il 3 aprile 2013

fonte: Youtube


Comunque vada, spreco il mio tempo.

Faccio piccoli salti mortali per guadagnarne da una parte e finisce che invece ne perdo da un’altra. Insomma, non riesco ad organizzarmi come voglio. E, rispetto al passato, anche solo l’anno scorso, me la prendo di più se non riesco a sistemare le cose come voglio.

E poi, può sembrare strano ma... mi sembra di fare le cose con la stessa velocità di sempre. Oppure il tempo ha imparato ad andare più in fretta.

 

E’ l’una passata di notte, e invece di anadare a letto a recuperare le forze (perchè nonostante le vacanze pasquali, sono ritornato al lavoro con lo stesso deficit di sonno che avevo prima dell’ora legale), sono qui a non trascurare il mio blog...

(ma domani non vado a lavorare!)

ENTROPIA
post pubblicato in fattore mabuse, il 31 marzo 2013

Tra il dire e il fare

Non c’è nemmeno la forza del  d i r e

Pensieri scombinati AD MINKIAM

Nervosismi e mancanza di serenità.

Non esistono le priorità:

c’è piuttosto una gara ansiosa

perché incombenze e amenità

sian praticate tutte

contemporaneamente


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siamo alle solite...
post pubblicato in fattore mabuse, il 12 marzo 2013

I reparti insorgono nuovamente per un discorso che periodicamente riemerge: si lamentano di essere chiamati a produrre qualcosa che per loro sarà sempre inaccessibile. Di fronte a queste proteste i sindacati rimangono immobili (alcune volte hanno pure il coraggio di schierarsi) quando invece dovrebbero fermamente far capire l’inanità delle posizioni degli operai. La dirigenza è più tampax che mai e anche tra noi colleghi si è persa una certa unità d’intenti che solo l’anno scorso era abbastanza integra. Insomma, la situazione destabilizza e spiazza anche gli animi più solidi.

La fabbrica continua a veleggiare, seppure su una zattera (fatiscente): non sembrano esserci tempeste nell’immediato orizzonte (quelle che ci sono state bastano e avanzano, comunque per il futuro tutto può essere).

Colleghi in crisi (anch’io non scherzo), operai allo sbando, ecc. Ma la produzione riesce ad andare avanti e così la crisi non ci dovrebbe colpire più di tanto.

Se lo facesse allora sì che sarebbe il disastro.


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come siamo (stati) ridotti!!
post pubblicato in fattore mabuse, il 9 marzo 2013

[...] Conoscete il palio di Siena? Vincerlo, per una contrada, è una gioia immensa. Ma esiste una gioia altrettanto grande: assistere alla sconfitta della contrada rivale. Funzionano così molte cose in Italia: dalla geografia all’industria, dalla cultura all’amministrazione, dalle porfessioni allo sport (i tifosi dela Lazio felici di perdere con l’Inter pur di evitare lo scudetto alla Roma). La politica non poteva fare eccezione: il tribalismo non è una tattica, è un istinto. Pur di tenere fuori la sinistra, giudicata inaffidabile, molti italiani avrebbero votato il demonio. E B. Sa essere diabolico.

Ma il diavolo, diciamolo, ha un altro stile.

 

Beppe Severgnini – LA PANCIA DEGLI ITALIANI

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